Rita, sfruttata in Grecia, era riuscita a sottrarsi alla schiavitù ed era arrivata nel Veneto, dove si era rivolta ad uno degli enti che operano interventi a favore delle persone gravemente sfruttate. Adesso è stata deportata e imbarcata su normale aereo di linea e si trova presso un centro d’accoglienza di Lagos. BeFree, cooperativa sociale contro la tratta, violenza e discriminazioni denuncia le “deportazioni forzate” e le continue e sistematiche violazioni dei diritti umani che avvengono nei C.I.E
Fino a che il mercato domina tutti i rapporti umani non è lecito giudicare con scandalo una prestazione sessuale,mentre non si considera prostituzione quella di un o una giornalista, che vende la propria penna o di un ricercatore/trice che si impegna a dimostrare per interesse che il clima non è cambiato o che le emissioni velenose di varie produzionie industriali sono compatibili con la salute.
Alcune riflessioni dopo ll’intervista a Morgane Merteuil segretaria dello STRASS (sindacato
del lavoro sessuale in Francia), pubblicata alcuni giorni fa sul Fatto
Quotidiano*
Da Associazioni e singole donne di Napoli: un documento che verrà presentato pubblicamente in occasione dell’incontro indetto dall’assessorato alle pari Opportunità presso la sala Pignatiello (Palazzo S. Giacomo) il 25 Settembre alle ore 16; l’invito a sottoscriverlo aprendo un dibattito anche in altre città.
Alle consigliere e i consiglieri, alle assessore e agli assessori di Comune, Provincia e Regione, ai leaders politici chiediamo di esprimersi su " I nostri no alla zona destinata all’esercizio della prostituzione": un documento a firma di Elvira Reale (Associazione Salute donna), Clara Pappalardo (Arcidonna), Stefania Cantatore (UDI di Napoli)
L’idea o il desiderio di istituire delle zone deputate all’esercizio della
prostituzione implica più d’un ragionamento e sollecita le differenti
sensibilità alle quali la giunta attuale ha assicurato attenzione.
Dopo aver commentato la sentenza della Cassazione sugli stupri a carico di minorenni, dicevo: adesso manca solo che qualcuno chieda la riapertura dei casini: finalmente, dopo tante liberalizzazioni, qualcosa di "pubblico" su cui mettere tasse, tanto il denaro non puzza, come ben sapeva l’imperatore Vespasiano, inventore di quegli utili servizi a pagamento che ancora portano il suo nome.
Tenera Valse ha parlato in prima persona del suo passaggio da insegnante in una scuola di Roma a prostituta nel libro “Portami tante rose” pubblicato a maggio, più di recente ha deciso di fare un appello al neopremier Mario Monti: «La prostituzione deve rientrare nelle “attività contributive” di questo Stato. Usi anche noi, per salvare l’Italia dalla crisi. Ci faccia pagare le tasse». pubblicato su Vanity fair