La nostra storia e la nostra pratica di lesbiche ci ha insegnato che il conflitto è
un’energia positiva dinamica di trasformazione, ma in questa fase storica viene
criminalizzato svuotato così del suo significato di confronto e trasformazione.
Si assiste alla repressione di qualsiasi soggettività non assimilabile ad un ordine
statico e liberticida.
Osserviamo il declino della soggettività autodeterminata delle donne, che sono
spinte sempre di più alla rinuncia del governo di se stesse, fuori drammaticamente
dal mondo del lavoro, sempre più condizionate al ruolo di mogli, madri e fattrici;
in questo disegno si alleano distintamente la destra e la chiesa, mentre la sinistra
si appiattisce "sinistramente".
Ed è sul termine di assimilazione che ci vogliamo soffermare.
L’assimilazione di piccole frange di lesbiche, gay, trans e migranti è un
infingimento che nasconde l’intento di frammentare i movimenti e marginalizzare
tutti quelli che non si allineano.
Come lesbiche non possiamo che ribadire la necessità all’autodeterminazione,
l’urgenza dell’antifascismo, l’imprescindibilità dell’antirazzismo e l’invocazione
dell’anticattolicesimo per la libertà di tutte e di tutti.
Scendiamo in piazza il 13 febbraio 2010 sempre più NO VAT e che la Dea ci liberi
dall’eterosessualità obbligatoria.
Coordinamento lesbiche romane
e-mail: contatti@clrbp.it (C.L.R.)