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Floriana Lipparini

ha scritto 15 articoli per Il Paese delle donne on line

Da Haiti una metafora del mondo attuale

Caos, violenze, saccheggi, carenza di acqua e di medicine, migliaia di morti insepolti, pericolo di epidemie… Succede lì in basso, mentre in alto, a pochi chilometri, la vita continua come al solito. Forse è uno di quegli “orrorismi”, tipici della nostra epoca, di cui parla un libro di Adriana Cavarero. La tragedia di Haiti, forse il (...)

Donne e terra

Non stiamo in silenzio ma è scomparsa quell’agorà che Hannah Arendt definiva “cittadinanza attiva

Mi sembra però che il dibattito innescato dall’intervento di Nadia Urbinati dia spazio a un equivoco: confonde il non esserci con il non comparire. È vero, le “nicchie” femministe non stanno sulle prime pagine dei grandi quotidiani, nei salotti televisivi e nelle news dei telegiornali. Eppure esistono, ma agli occhi del teatro (...)

Afghanistan, finta pace e vera guerra

Basta un giochetto verbale: la guerra la chiamiamo imposizione della pace, e tutto quadra. È durato poche ore lo spazio riservato sulle pagine web dei quotidiani alle esternazioni dei ministri La Russa e Frattini in merito alla presenza dei soldati italiani in Afghanistan, che avrebbero invece dovuto sollevare notevole clamore, se questo fosse un paese (...)

Il cammino dei sentieri perduti

Riprendere la strada oggi potrebbe significare riscoprire sentieri trascurati dalla sinistra ufficiale perché ritenuti eterodossi o troppo utopistici: parlo di un comunismo “arcaico” e primigenio, quello della mutualità, dell’autogestione, dell’economia dello scambio, dell’educazione libertaria… Il silenzio che (...)

Maschilismo di Stato, morte della democrazia: Berlusconi si dimetta

Con questo appello intendiamo richiamare l’attenzione pubblica sulla spirale negativa innescata dai comportamenti del ceto politico al potere in Italia: dai gesti quotidiani di disvalore verso il genere femminile si sta arrivando ad un attacco di stampo maschilista contro la stessa integrità delle istituzioni democratiche. Con questo appello (...)

Dove passa la strada del cambiamento?

Dopo le veline ecco le “amazzoni”. Non si sa perché vengano così definite, se non per ignoranza: le amazzoni leggendarie non stavano certo al servizio di un uomo! Ed ecco un migliaio di donne che accettano tutte felici di farsi “convocare” in massa dal sultano straniero, ignorando bellamente le gravi accuse che altre donne gli (...)

Il drago e le navi

Un braccialetto, da portare tutti i giorni, e un simbolo: la “I” di immigrati. Un piccolo gesto necessario. Lo propone la campagna “Todos somos Inmigrantes, ponte el brazalete”, che si trova su Facebook. Mi sembra importante. Dobbiamo far vedere pubblicamente, tutti i giorni, che ci sono persone antirazziste, dobbiamo far (...)

Un’ipotesi alternativa di mondo

Da "Notizie minime della non violenza" n.755 del Centro per la pace di Viterbo, riprendiamo questo editoriale. Non credo che le donne abbiano voglia di "festeggiare" l’otto marzo. E nemmeno che si debba fissare un giorno per denunciare le calamita’ che l’universo femminile continua a sopportare, dall’esclusione alle violenze, (...)

Corpi vivi, corpi morti

Dicendo “Eluana potrebbe anche avere un figlio”, Berlusconi non ha soltanto pesantemente offeso Eluana, ma tutte le donne, svelando quanto profonda sia la sua concezione maschilista: corpi come puri contenitori da riproduzione. Niente di nuovo, del resto. La religione cattolica, cui dobbiamo la maggior parte delle concezioni morali (...)

Rubriche

» Fino al 24 ottobre opere di Francesca Woodman in mostra a Milano

» Fino al 29 agosto "Password" di Caterina Gerardi a Trieste

» Fino al 24 settembre personale di Vesna Pavan a Firenze