In layca opposizione. Tracce e facce di un legittimo dissenso
Ieri mattina allo scoccare del giorno fatidico, la discussa apertura dell’anno accademico, La Sapienza, ateneo pubblico, era barricata come un fortino militare, con posti di blocco agli ingressi e un percorso obbligato all’interno. Sui muri dei dipartimenti tracce delle proteste di questi giorni, proteste definite antidemocratiche e di stampo censorio che secondo la maggioranza dei media volevano mettere il bavaglio al papa, tappare la bocca a colui che possiede radio, giornali e televisioni. Antidemocratico č stato piuttosto non riconoscere e legittimare la libertā di studenti e professori a manifestare il proprio dissenso verso la presenza del papa che con la sua lectio magistralis sulla pena di morte non avrebbe certo risparmiato colpi alla 194, giā aspramente bersagliata da stampa e politica. Ieri a conclusione delle proteste per la laicitā e per il riconoscimento degli spazi di libertā all’interno delle universitā pubbliche italiane studenti e collettivi hanno sfilato “ In layca frocessione ” per le vie di san Lorenzo facendo una sosta contro la violenza sulle donne, una per la sicurezza sui luoghi di lavoro, e una sull’importanza della contraccezione. I partecipanti si sono poi dati appuntamento al prossimo corteo No Vat che si terrā a Roma il 9 febbraio.
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venerdì 18 gennaio 2008