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Nell’agenda politica dell’Europa si mettano i Diritti delle Sex Worker

Troppe poche rappresentanti delle Sex Workers al convegno di Trieste su violenza e patriarcato

Olivia Fiorilli
Pubblichiamo, dal sito del Comitato per i diritti civili delle prostitute Onlus (www.lucciole.org), una lettera aperta alle compagne di Rifondazione Comunista e della Sinistra Europea in merito al convegno organizzato da El-fem su Violenza e patriarcato (Trieste 6-7 ottobre).

Care compagne
All’interno della conferenza delle Donne della Sinistra Europea che si terrà a Trieste su Violenza e Patriarcato sarà affrontato il tema della prostituzione.

Sono stata invitata dalle organizzatrici italiane a partecipare e ringrazio le compagne Imma Barbarossa e Lalla Huer per avermi coinvolta.

Mi accingo a scrivere qualche appunto che spero venga preso in considerazione dalle donne del Forum di Rifondazione e della Sinistra Europea italiana che parteciperanno alla conferenza.

Chi ha seguito in questi ultimi tempi l’andamento della discussione e della pratica politica in Europa sulla prostituzione sa che anche da parte di molte donne femministe e della sinistra viene sostenuta una tendenza proibizionista/abolizionista che preclude ogni possibilità di riconoscimento dei diritti delle prostitute.

Lo si fa con il pretesto della lotta alla tratta e allo sfruttamento in Paesi che, al contrario dell’Italia, per ultimi hanno fatto leggi di sostegno alle vittime e al rispetto dei loro diritti, o peggio stanno ancora a discutere se farle.

Abbiamo esempi di questa preclusione ai diritti nella legge svedese che criminalizza i clienti impedendo di fatto l’autodeterminazione delle Sex Worker, nelle proposte spagnole che tentano di limitare la libertà di autonomia delle lavoratrici di strada, nella legge francese che prevede la criminalizzazione e l’arresto sistematico delle SW in nome della sicurezza pubblica. Noi stesse in Italia per un soffio siamo sfuggite durante il governo della destra al rischio di trovarci con una legge proibizionista.

Molte di voi sanno che lo scorso ottobre a Bruxelles le rappresentanti dei movimenti delle Sex Worker di tutta Europa hanno tenuto tre giorni di Conferenza uno dei quali si è svolto all’interno del Parlamento Europeo. L’obiettivo è di fare in modo che nell’agenda politica dell’Europa si mettano i Diritti delle Sex Worker.

Ci aspettiamo dalle donne della sinistra una più chiara solidarietà per la protezione dei diritti civili e umani, quelli sanciti dalle Convenzioni internazionali che vengono ogni giorno negati alle persone nella prostituzione. Inoltre ci si aspetterebbe una maggiore sensibilità e conoscenza sulle conseguenze di misure repressive e contrarie alla dignità individuale della persona.

Misure repressive che hanno il risultato diretto di aumentare la violenza e il rischio di sfruttamento lavorativo, perché queste misure spingono solo all’illegalità e alla clandestinità, all’esclusione e alla marginalizzazione sociale, rinforzando lo stigma che è la causa della emarginazione e dell’ abuso dei diritti fondamentali della persona.

Dopo un’ampia consultazione fra le SW via mail durata mesi, in occasione della Conferenza sono stati infine presentati una Dichiarazione e un Manifesto che ritengo possano essere una buona piattaforma per avviare una seria discussione e forse anche un dibattito parlamentare.

I documenti possono essere richiesti all’indirizzo lucciole@iol.it

Purtroppo nella discussione che si terrà a Trieste il movimento europeo delle SW non sarà sufficientemente rappresentato. Rappresentanti delle SW e i loro alleati possono e vogliono entrare in un dialogo con le forze sociali progressiste, e particolarmente del movimento femminista e sindacale; possono portare la propria esperienza e le prove di evidenza con dati sugli abusi in tema di diritti, sui rischi di aumentare la violenza contro le SW e sulle misure che ne aumentano la vulnerabilità.

Pertanto credo che le compagne italiane che parteciperanno abbiano una grande responsabilità. Spero siate consapevoli delle posizioni illiberali della ex parlamentare europea svedese M.Eriksson che farà la relazione di apertura sulla prostituzione e della signora Charo Luque Galvez che introduce il workshop.

La mia partecipazione unica e solitaria come rappresentante ufficiale delle posizioni del movimento delle SW non mi pare sufficiente. C’è il rischio concreto che l’esito finale sia una presa di posizione generale a svantaggio delle SW e dei loro Diritti e al perpetuarsi di tendenze discriminatorie e marginalizzanti che sono frutto della mancanza delle voci delle protagoniste e delle esperte. Una pratica che è contraria allo spirito di riconoscimento di diritti e giustizia e anche agli intenti della SE che vuole una nuova partecipazione per cambiare la politica.

Nel Regno Unito, in Argentina e in altri Paesi le SW hanno fondato i propri sindacati, lo slogan che si sente più spesso nelle manifestazioni delle SW, anche dalle migliaia di donne SW che hanno partecipato al grande corteo del Social Forum di Mumbay é “Il lavoro sessuale è lavoro! Vogliamo i nostri Diritti”. Che dire di più ?

P:S:

Vorrei ricordarvi che a noi SW italiane al Social Forum di Firenze ci è stata praticamente tolta la parola, per banali sviste organizzative di alcune femministe!

Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus

0434 551868

3355400982

lucciole@iol.it

6 ottobre 2006