Come si affronta in Spagna la violenza di genere
Giovanna Romualdi:: Ylenia Mariani
In Spagna nel 2004 è stata approvata all’unanimità, anche se non senza grandi dibattiti e scontri, la Legge organica contro la violenza di genere che ha rivoluzionato il diritto penale e ha visto una riorganizzazione del sistema giudiziario.
Tra il 2000 e il 2004 un totale di 309 donne ha perso la vita, in Spagna, per mano del proprio marito, fidanzato o ex, secondo le stime dell’Istituto della Donna (Instituto de la Mujer). Tre dei primi dieci omicidi del 2005 sono stati per violenza di genere. In media una vittima mortale ogni sei giorni.
Il 2005, appunto, conta 63 donne vittime d’omicidio di coppia, il 2004 ne conta 72, una in più del 2003 che si chiuse con 71 vittime.
Quanto alle donne morte a causa di violenza di genere, intendendo questa come violenza esercitata a mano di persone la cui relazione con la vittima era fuori dell’ambito della coppia, la cifra ascende a 105 durante il 2004, 85 nel 2000, 74 vittime mortali nel 2001, 83 nel 2002, mentre il 2003 ne stimò 102. Cifre impressionanti.
Dati provenienti soprattutto da regioni quali la Comunità Valenziana, dall’Andalusia e dalla Catalogna. Manifestazioni, giornate internazionali delle donne, cortei, si sono susseguiti per le strade, in questi mesi, capeggiati dai movimenti femministi e appoggiati dalle istituzioni, fino ad ottenere una Legge integrale contro la Violenza di Genere, entrata pienamente in vigore nel 29 giugno del 2004, che ha introdotto nuove misure di protezione per le donne oggetto di maltrattementi, prima fra tutte la creazione di oltre 430 giudici specializzati nel combattere queste aggressioni e la creazione della figura del “Procuratore contro la violenza di genere” che interviene in casi penali e civili di pertinenza.
Gli esperti affermano che l’approvazione della legge coincide un abbassamento delle morti tra il 2004 e il 2005, del 13,8%. un buon inizio, anche se per una corretta valutazione dell’efficacia della legge bisogna aspettare qualche anno.
I dati incoraggianti riguardano il maggior numero di denuncie, il conseguenziale aumento d’ordini di protezione per le maltrattate e l’abbassamento del numero di ritiri di denuncie stimati nel 2005. La differenza maggiore rispetto agli anni passati, è che il numero delle donne che muoiono dopo aver denunciato la violenza si è considerevolmente ridotto. Questo significa che i sistemi di protezione cominciano a funzionare.
Tuttavia però ci sono ancora donne che non denunciano: delle 63 vittime del 2005, solo cinque erano protette da un ordine d’allontanamento. Le stime hanno rivelato anche che cresce il numero delle vittime straniere: sono il 34,5%, contando solo tra quelle di cui si conosce la nazionalità. Fermo restando i dati insindacabili, la legge Integrale è un valido segno di riconoscimento di questo drammatico problema sociale. Questi alcuni dei punti rilevanti.
Misure d’appoggio alle vittime
Si riconosce alla vittima il diritto di riduzione del tempo di lavoro, alla sospensione della relazione professionale con riserva del posto con diritto di sussidio di disoccupazione.
Si stabilisce un programma di reinserimento lavorativo per le vittime che hanno perso il lavoro e per chi non può seguire il programma, si stabilisce un aiuto economico in funzione dell’età e della respnsabilità familiare.
Si stabiliscono aiuti per la formazione delle donne a sottrarsi alla dipendenza economica dei propri aggressori.
Priorità d’accesso a case d’accoglienza ufficiali.
Sussidi addizionali alle imprese che offrono un contratto alle vittime.
Omologazione dei “servizi d’informazione alla donna” in tutte le città e in tutti i comuni per garantire a tutte le vittime le stesse possibilità.
Adattamenti delle attuali case di accoglienza che si convertano in centri specializzati di recupero integrale al fine di ofrrire terapia psicologica, appoggio legale, sociale e educativo.
Sicurezza
Creazione d’unità speciali del Corpo nazionale di Polizia e dei Carabinieri
I corpi nazionali partecipano in tutti i pini di collaborazione integrale con tutte le Amministrazioni.
Si provvede alla sospenzione cautelare della licenza d’armi ai colpevoli o ai sospettati d’atti di violenza contro una donna.
Giustizia
Creazione di 430 giudici speciali, con competenze civili e penali, dedicati alla lotta contro la violenza di genere, di coppia e domestica.
Creazione della figura del Procuratore contro la violenza di genere, in funzione del delegato fiscale dello Stato, competente in materie penali e civili pertinenti al discorso di genere.
Modificazone della legge d’Assistenza Gratuita: le vittime di violenza domestica hanno diritto all’assistenza gratutita.
La nuova norma ha modificato anche il Codice Penale, stabilendo pene più dure riguardo alla violenza di genere e di coppia, ma soprattutto stabilisce pene di peso differente a seconda che l’aggressore sia un uomo o una donna. All’aggressore di sesso maschile il maggior castigo (questo l’argomento maggiormente polemizzato che ha posto la Legge Integrale come oggetto di verifica d’incostituzionalità da parte del Tribunale Costituzionale spagnolo in quanto discriminatoria nei confronti degli uomini e violante il principio costituzionale secondo cui tutti gli uomini sono uguali dinanzi alla legge).
Educazione
Creazione di una materia obbligatoria nelle scuole superiori: “Educazione per l’uguaglianza e contro la violenza di genere”.
Incorporazione in tutti i Consigli d’Istituto, di tutte le scuole, di un membro incaricato di fornire mezzi educativi contro la violenza di genere.
Nuovi organismi
Creazione di una Delegazione di Governo contro la violenza di Genere, in aggiunta al Difensore del Popolo e un Osservatorio incaricato di valutare le azioni di governo e le nuove misure.
Creazione dell’Osservatorio nazionale sulla violenza sulla donna, che sarà l’occhio sulla siutazione e sull’evoluzione della violenza sulla donna.
Sanità
Sistemi di diagnosi precoci e sviluppo di programmi di sensibilizzazione e formazione del personale sanitario.
Si stabiliranno protocolli sanitari per la prevenzione, la diagnosi precoce e l’intervento continuato, collaborando con l’amministrazione della giustizia.
Creazione di una Commissione, in seno al Consiglio Interterritoriale del Sistema Nazionale di Salute, incaricata di appoggiare tecnicamente, coordinare e valutare le misure sanitarie stabilite dalla legge.
Altre misure
Campagne informative di prevenzione e sensibilizzazione
La pubblicità che utilizzi il corpo e l’immagine della donna in forma discriminatoria o vessatoria sarà qualificata come illecita e conseguentemente sanzionata.
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5 Commento(i)Sono Spagnolo ma non credo nella giustizia dell mio paese, questa legge non é a favore delle donne, come voi, straniere, credete, é una legge contro gli uomini, nel senso che ha tolto la presunzione di inozencia agli uomini (in spagna un uomo puo andare in galere solo per la parola di una donna!!!!) e allo stesso fa punire uno stesso fatto dipende dell sesso (cioe discriminazione contro gli uomini.
El instituto de la mujer non é una fonte d’informazione utile perche soltanto racconta i deliti cometiti per gli uomini contro le donne, e non ha la inversa.
Anch’io scrivo dalla spagna e sono spagnola. Certamente la situazione è complicata.
L’intenzione di questa legge è stata quella di creare un "diritto desuguale per ugualare" diciamo, discriminare positivamente "per favorire i gruppi che sono stati storicamenti marginati perché in modo graduale venga compensata questa desuguaglianza". Eppure, la legge puo essere inconstituzionale nel momento in cui dimentica l’articolo 14 della Constitucion Española che dice: "Los españoles son iguales ante la ley sin que pueda prevalecer discriminación alguna por razón de nacimiento, raza, sexo, religión, opinión o cualquier otra circunstancia personal".
La legge emerge come risposta ad una situazione sociale insostenibile ma deve esser presa con cura. Purtroppo si possono dare situazione nelle quale questa legge viene usata da donne con scopi eticamente inaccetabili... Perche noi donne, non dobbiamo dimenticare la responsabilità che abbiamo avuto e ne abbiamo ancora nella continuità di questa desuguaglianza.
Nonostante questa legge i dati non parlano precisamente di una discriminazione contro gli uomini. In Spagna il nostro stipendio é il 60% di quello maschile, le divisioni nei compiti domestici sono lontanissime dalla uguaglianza.... Sono d’accordo con tutte quelle misure che cercano (dai mass media alla scuola) che noi donne torniamo alla strada della qualle ci hanno cacciato per tanti anni. E una spinta ci vuole, vero?
Ma sul serio....se tutti capissimo che la lotta donna/uomo, il tentativo di dividerci, ci fa tanto male. Ma continuiamo educando i nostri figli in questa sterile diferenza che non é se non sociale, non ha niente di naturale. Scusa per i miei errori ortografici. Potete corregerli se volete.
Ti invio il testo che hanno scritto alcuni uomini, tuoi connazionali, circa la legge. Rifletti
Noi firmatari, uomini, diciamo SI alla Legge contro la Violenza di Genere. Perché non possiamo essere complici rispetto alla realtà di una violenza che, anno dopo anno, uccide decine di donne e obbliga molte altre ad abbandonare il proprio lavoro, la propria casa e la propria città per cercare di sfuggire al loro aggressore; una violenza che provoca ogni anno il suicidio di centinaia di donne e ne maltratta fisicamente e psicologicamente centinaia di migliaia. Perché la violenza esercitata da uomini contro donne richiede misure specifiche, dato che non assomiglia in niente, né in quantità né come caratteristiche, ai casi isolati di violenza di donne contro uomini. Perché questa violenza asimmetrica è un terrorismo maschilista che non accetta l’emancipazione di coloro che lo subiscono, infatti la sua forma più estrema, l’assassinio, ha luogo nella maggior parte dei casi quando la donna ha rotto o è in un processo di rottura con l’aggressore. Perché questa violenza di dominio colpisce i diritti e le libertà dell’insieme delle donne, giacché non solo maltratta o ammazza quelle direttamente colpite, ma contribuisce a creare un clima di intimidazione e timore generalizzato al momento di denunciare i maltrattamenti e rompere con i maltrattatori. Perché il progetto di Legge contro la Violenza di Genere non è incostituzionale né lo è singolarizzare il modo di trattare certe forme di violenza, in funzione della portata del danno sociale che causano. Perché l’adozione di misure sociali e penali che combattano in modo specifico la violenza di genere non è una discriminazione degli uomini ma un’azione positiva urgente e imprescindibile. Perché non avalleremo con il nostro silenzio infondate obiezioni di discriminazione maschile, provenienti in molti casi da coloro che più indifferenti sono rispetto alla realtà di una discriminazione delle donne nel salario e nell’impiego, nella distribuzione del tempo di lavoro non retribuito, nella composizione degli organi direttivi di entità pubbliche o private, e perfino in leggi come quelle che regolano l’ordine dei cognomi o la successione al trono, in violazione dell’articolo 14 della Costituzione che proibisce qualunque discriminazione per ragioni di sesso.
PERCHE’ LA LOTTA DELLE DONNE CI HA APERTO GLI OCCHI
PERCHE’ LA LORO LIBERTA’ E SICUREZZA E’ LA NOSTRA DIGNITA’
PERCHE’ IL LORO DOLORE FA MALE ANCHE A NOI
PERCHE’ NON VOGLIAMO ESSERE COMPLICI
NOI, UOMINI, DICIAMO
NO AL TERRORISMO MASCHILISTA
SI’ ALLA LEGGE CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE

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