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Messico: una legge contro la violenza sulle donne

Un sistema nazionale di prevenzione, protezione, assistenza contro la violenza di genere

redazione

:: Cristina Papa

Approvata la bozza definitiva della Legge di accesso per le donne ad una vita senza violenza

Lo Stato assume l’obbligo ad intervenire in forma diretta per impedire aggressioni a bambine, giovani e anziane e a garantire protezione alle vittime di violenza.

Ad aprile di quest’anno la legge era stata licenziata, dopo quasi un anno di discussione, dalle commissioni unite Governo, Equità e genere, e Giustizia e diritti umani della Camera in risposta ai dati statistici che indicavano la violenza contro le donne in forte aumento (4.800 casi dal 2000 al 2005).

Lo scorso 25 novembre, giornata contro la Violenza sulle donne, la Red de Mujeres por la Igualdad, ha portato in piazza migliaia di donne per chiedere al Senato di approvare la legge di accesso ad una vita senza violenza e di definire come politica dello Stato la garanzia di una vita libera da violenze nel Chiapas.

La nuova legge si inserisce all’interno di un insieme di iniziative fortemente caratterizzate da un taglio di genere ed è stata fortemente voluta dalla deputata Marcela Lagarde, Presidente della Commissione speciale del Femminicidio che indaga sugli omicidi di Ciudad Juarez che ha segnalato come la violenza contro le donne ostacola l’eguaglianza e la democrazia in Messico.
Nonostante il suo impegno per la tipificazione del delitto di “femminicidio”, però, le tre Commissioni hanno scelto di non introdurre il delitto di “femminicidio”, preferendo rinviare questo ulteriore passaggio culturale ad una futura modifica del codice penale.

La legge prevede la creazione di un sistema nazionale di prevenzione, protezione, assistenza e sradicamento della violenza contro le donne e le bambine attraverso la sinergia tra istituzioni politiche dei tre ordini di governo: federale, statale e municipale.
Lo Stato è obbligato a destinare sufficienti risorse per combattere tutte le forme di violenza: psicologica, patrimoniale, economica, fisica, lavorale, istituzionale, sessuale e di coppia attraverso l’introduzione di misure precauzionali e cautelari e la creazione di una rete di rifugi.

Per evitare che la volontà del parlamento resti lettera morta, le tre Commissioni hanno provveduto a qualificare come “delitto” l’omissione di intervento da parte di dipendenti pubblici o la produzione di atti che ostacolino l’esercizio della libertà delle donne.

La legge dovrà tornare all’Assemblea del Senato per l’approvazione definitiva.

19 dicembre 2006