E un giorno dio creò...l’uomo
Giovanna Circiello:: Giovanna Circiello
Segolene Royal all’Eliseo? Hillary Clinton alla Casa Bianca? Speriamo che non rimangano sogni, ma diventino realtà! Vorrebbe dire che qualcosa sta cambiando. In attesa che tutto ciò divenga realtà, vi racconto una storia...
Vi racconto di quando dio capì che nel mondo qualcosa non andava.
Un giorno un uomo si rivolse al suo dio e pregò:
“O mio dio, come vorrei che la Storia ricominciasse da capo!”
Ogni mattina ed ogni sera pregava, sempre più con insistenza, sempre chiedendo la stessa cosa.
“O mio dio, mio eterno e onnipotente dio, come vorrei che la Storia ricominciasse da capo!”
“O dio, o dio...tu che tutto puoi, avvera questo desiderio...fa che la Storia ricominci da capo!”
Andò avanti per anni, per decenni. Ripeteva sempre la stessa preghiera. Ogni volta che la sua mente era libera da occupazioni, innalzava al suo dio la sua incessante richiesta.
Un giorno, quando l’uomo per la milionesima volta si rivolse a lui, dio gli apparve e disse: “Sarà fatto come mi chiedi!”
E tutto scomparve. Via i grattacieli, via le piramidi, via le casette col giardino e le ochette nello stagno. La gazzella, ormai sicura di morire, morì lo stesso ma non a causa del leone che, a sua volta morì. E’ difficile da spiegare questo concetto, ma tutto ebbe fine.
Non venne alcun giudizio, perchè quello non era il giudizio universale, ma era solo la preghiera di un uomo qualunque che si avverava.
Rimase la Terra in orbita nello spazio, silenziosa e sola, a girare e girare e girare e...
...finchè dio, che in tutti quegli anni durante i quali la Terra fu sola e girava e girava, si voltò nella sua direzione ed esclamò: “Ops! Avevo dimenticato di come ci si senta soli senza quei piccoli esseri umani...certo, io non ho colpa alcuna se essi non sono più in vita! Ho solo accolto la preghiera di uno di loro, se non altro perchè era diventato troppo insistente...e poi, ci sono così tante cose alle quali pensare in quest’Universo Infinito! Un pianeta così piccolo e insignificante...che sia abitato o meno che vuoi che me ne importi! E quelli credevano pure di essere gli unici! Che ingenui...quasi quasi mi fanno pure tenerezza...ma devo essere forte! Ultimamente ne stavano facendo di tutti i colori...non se ne poteva proprio più!” e si scrollò di dosso un pò di polvere stellare, per poi indirizzare il suo alone eterno in qualche altro luogo dell’immenso.
Dopo migliaia e migliaia di secoli, dio si ritrovò a passare nei pressi di quello che, una volta, veniva chiamato Sistema Solare. Prese il suo portatile e analizzò tutti i dati disponibili di quella galassia.
Dopo qualche minuto di interessata lettura, dio scosse il capo. Aveva dimenticato qualcosa, lo sentiva, ma non ricordava cosa. Del resto, con tutte le occupazione che aveva! Provate voi a far funzionare alla perfezione le migliaia di miliardi di galassie esistenti in tutto l’Universo conosciuto e sconosciuto! Provate!
Ripose il portatile, che si smaterializzò in quella simpatica polvere di stelle che era solito portarsi dietro per fare effetto, e discese su quel che restava della Terra.
Era disabitata...e questo si sapeva...ma quel che più lo colpì fu il Silenzio.
“Certo - cominciò tra sè e sè - gli umani erano un pò strani...però in fondo in fondo mi piacevano!”. Cercò di ricordare cosa avesse mai potuto dimenticare, ma non riuscì proprio a ricordare nulla.
Dopo aver annotato sul portatile di passare dal suo strizzacervelli, poichè - poverino! - cominciava ad avere vuoti di memoria, dopo aver smaterializzato di nuovo il portatile, si rimboccò le maniche, portò un palmo vicino alla sua bocca e quindi soffiò.
Tutto riprese vita. Nacque di nuovo ogni sorta di bestia, ricominciarono a scorrere fiumi e ruscelli, gli alberi rifiorirono e risbocciarono i prati. Tutto fu vita: nel mare e per terra.
Mancava soltanto il tocco finale. L’essere che dio più aveva amato: l’uomo. “Questa volta - disse a voce alta, affinchè tutto l’universo potesse ascoltarlo - non ricadrò negli stessi errori!”
...e fu così che dio creò prima la donna.

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