Dall’assemblea di Marino sulla contraccezione d’emergenza alcune proposte: la pillola del giorno dopo diventi prodotto da banco e si crei una strutta aperta dopo la chiusura dei consultori
Giovedi 30 novembre 2006, l’incontro organizzato dall’assemblea delle donne dei consultori ASL RMH con il dott. Grandolfo dell’ISSS, la dott.a Scasselllati dell’osp. S.Camillo, l’avv.a Filippone, il dott.Calvano dirigente M.I. Asl RmH, sulla questione della contraccezione d’emergenza, ha visto la partecipazione di una ventina tra operatrici/ori e medici dei consultori, oltre a numerose utenti, qualcuna giovane.
Tutti hanno convenuto sulle difficoltà che le affrontano le donne, specialmente se minori, per ottenere la ricetta necessaria all’acquisto del farmaco contraccettivo (Norlevo o Levonelle): un vero percorso ad ostacoli tra ospedali, pronto soccorso, farmacie.
Si è convenuto, come proposto dal dott. Grandolfo, di coinvolgere sindaci e Azienda sanitaria per richiedere che la pillola del giorno dopo divenga un farmaco da banco, come in tutti i paesi del nord Europa (in Francia è gratis per le minori).
Si è sottolineato che deve essere massimo il rispetto per le libere scelte delle minori, anche in campo della sessualità e che, naturalmente, due pillole di levonogestrel sono meglio di un aborto.
La contraccezione, cioè la prevenzione, e non la criminalizzazione dei comportamenti e/o delle scelte sessuali, deve essere la pratica raccomandata per prevenire l’aborto. E l’obiezione di coscienza, per un contraccettivo come la pillola del giorno dopo, non può essere tollerata.
Un forte richiamo ai medici va fatto su tutto questo dall’Ordine dei Medici.
Per questi motivi, si richiede la massima sensibilizzazione dell’opinione pubblica in merito. Si pensa di fare pressioni su dirigenza sanitaria e sedi politiche, regionali e centrali, anche per la cronica carenza di personale e risorse nei consultori.
Si cercherà di organizzare iniziative in tal senso nei prossimi mesi, anche con medici, operatori e utenti di altri consultori della regione.
La dott.a Scassellati conferma che, per es. al S.Camillo, con l’uso della pillola contraccettiva d’emergenza sono diminuite le IVG. Ha poi lamentato la confusione “voluta” che si fa spesso sui media (televisioni, radio, giornali) tra contraccettivo d’emergenza (pillola del giorno dopo) e RU 486 (pillola abortiva), aumentando così l’incertezza delle donne. Propone una campagna forte per richiedere alla Ministra Turco l’autorizzazione per la RU 486, in vista della liberatoria europea (genn. 2007).
Chi è intervenuto - medici e operatrici - ha convenuto di richiedere alla direzione sanitaria Asl RmH di adibire una struttura in orario di chiusura dei consultori (ambulatorio, guardia medica, pediatra, medico di base, pronto soccorso) che sia sempre disponibile a prescrivere la pillola del giorno, anche alle minori.
L’intervento dell’avv.a Filippone ha sottolineato come il medico che rifiuti la prescrizione, anche avvalendosi della cosiddetta clausola di coscienza, possa produrre de facto maggior nocumento alla persona ed essere perciò denunciato per omissione (rifiuto) di atti d’ufficio, con effetto tassativo (c.p.).
La valorizzazione dell’intervento delle cittadine utenti infine è stato unanimemente sostenuto: l’assemblea delle donne dei consultori (L.405 /75; L.R.15/76 art.8), eredità dei mitici anni 70, quando la forza e l’autodeterminazione delle donne si esprimeva in ogni settore sociale, è perciò un esempio da seguire e promuovere.
3 Commento(i)
08/03/08
Care amiche Donne, come bene ha detto Lidia Ravera ieri sera nella trasmissione Tetris su La7: “Ci mancava solo Ferrara che si occupasse dei diritti di noi Donne†, ecco siamo a posto ci mancava solo questa crociata sul corpo e sulla vita di NOI Donne.
Aiuto, qualcuno imponga a Ferrara un bel TSO, una psicoterapia per elaborare i propri problemi di “nato con la sindrome delle palle piccole e le mammelle grandi†! E anche un affiancamento all’invecchiamento, sì perché Ferrara ha paura d’invecchiare e di andare incontro come ciascuno di noi, alla morte e s’inventa la crociata per la vita.
Sì perché lui empatizza con le donne: ma ha una minima capacità Ferrara di empatizzare seriamente con le donne vittime di molteplice violenze??!!
Stupro, guerre, mariti violenti, partner prepotenti…..
E poi ancora tutto il capitolo quotidiano di:
giovani sprovvisti di un’educazione sentimentale e sessuale e pressati da una società dove vincono solo i valori di soldi, conformismo, moralismo, precariato lavorativo ed economico, esclusione sociale, caste di potere.
Ma cosa ne sa Ferrara di queste situazioni? Ma dove vive Ferrara? Quale povera donna-Madonna ottocentesca immagina di riformare, sì RIFORMARE Ferrara? La donna della società agricolo-pastorizia e dei latifondi, che doveva supinamente accettare “Come un dono di Dio†tutto ciò che le veniva fatto e di fatto imposto??
Allora Ferrara vuole fare un salto indietro nel tempo, vuol tornare forse al Medio Evo o addirittura alle Crociate ammantando la sua personale paura di invecchiare e di morire, con una nobile battaglia non solo per la vita, ma udite udite addirittura per i diritti di “Voi donne, attente non vi state accorgendo che l’aborto è maschilista, la …..CONTRACCEZIONE è maschilista!!†. Sì quest’uomo asserisce con veemenza che pillola, preservativo, pillola del giorno dopo, sono armi maschiliste per governare la donna!!!!!! Il preservativo primo strumento di prevenzione non solo di gravidanze indesiderate, ma in primis di protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili, la pillola che all’interno di un rapporto lo rende godibile oltre un arcaico dovere a fare l’amore solo per procreare. Ma tutti questi figli li mantiene Ferrara poi? E sa cosa vuol dire crescere in se’ una vita per 9 mesi Ferrara? Partorire? Allattare, accudire, rischiare il posto di lavoro, la sopravvivenza magari di una famiglia già con più figli?? Immagino il Signor Ferrara non avrà mai stipulato un mutuo in vita sua, e se l’ha fatto avrà già finito di pagarlo o avrà grasse garanzie a riguardo.
Già perché fare giornalismo sulla pelle degli altri rende bene a quanto si può constatare. Dunque ha deciso di lanciarsi, massì perché no, anche in politica. Allora presto un vessillo ideologico, anzi no, pardon l’ideologia appartiene oramai solo a noi donne che cito: “Sono interpreti di un’ideologia vecchia e maschilista contro la vita†, rispondendo al giornalista (Telese) che lo provocava: “ Ma allora le donne, le sue illustri colleghe, giornaliste, scrittrici, attiviste del movimento femminista, ecc. sono delle vittime?!†. A Ferra’ ci stai tentando con un’arma vecchia come sei vecchio e obsoleto tu: il paternalismo. Quando non riesci a convincere perché non hai argomenti validi, ricorri all’esproprio dell’intelligenza altrui ammantandolo di preoccupazione e presa a cuore della causa di coloro che cerchi, non riuscendoci, di convincere. E strizzando l’occhio ai bigotti fondamentalisti come te, incapaci di fare una riflessione autonoma, al di fuori dei diktat religiosi e conformistici, ma basata su valori laici come il diritto a decidere della propria vita e di decidere di non dare una pessima vita a qualcun’altro.
Ah dimenticavo, anche il diritto all’eutanasia dice sempre Ferrara, è figlio della cultura dei diritti delle donne, anche in casi di sofferenza straziante e drammatica vedi il caso citato di una bimba olandese con una sindrome terribile che porta comunque ad una morte atroce, a cui è stata per PIETA’ concessa una dolce e anticipata morte e quindi posto fine ad una sofferenza atroce (le si auto laceravano pelle e mucose ad ogni più piccolo tocco, o ingestione di cibo, per altro tramite tubicini). Quindi sempre secondo il nostro caro “amico delle donne†la sofferenza fa parte della vita, ma allora Ferrara ti verremo a intervistare quando toccherà a te!!
In questo clima da santa inquisizione care Donne come dice nella sua luminosa interpretazione Paola Cortellesi nel “Riparliamone†in “Parla con me†della Dandini, fra un po’ ci toccheranno, sempre accampando il loro paternalismo da 4 soldi: il divorzio e aggiungo io il diritto di voto!!! Ah no, quello mai risponderà Ferrara, quello ce’ serve a noi crociati pe’ fa ‘ le battaglie per voi donne che stanche di guerra ora dovete stare un po’ a casa zitte e bone, a cura’ i figli, sparati un po’ a casaccio nel corso di rapporti giustamente non protetti, e poi mica tutti hanno la Sua forza morale di praticare la castita’, come lei Ferrara va facendo e predicando. Beh forse questa sua castità tutela più che altro sua moglie da danni fisici oltre che psicologici, più che il mondo che lei vuole a Sua immagine e somiglianza.
La pillola del giorno dopo divenga un farmaco da banco - 30 dicembre 2007
Anche io sono d’accordo,la pillola dovrebbe essere messa in libertà ! Sono una ragazza di diciotto anni,e ho sempre la paura costante che il preservativo si rompi..e non vivo serenamente la mia vita sessuale...Dio non voglia dovesse succere qualcosa non saprei come fare...mi vergogno a rivolgermi al mio medico per la prescrizione del farmaco..Sono sicura che si eviterebbero molti aborti.
La pillola del giorno dopo divenga un farmaco da banco - 18 settembre 2007, di MARY
SALVE A TUTTI , ANCHE IO SONO D’ACCORDO CHE LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO DIVENTI UN FARMACO DA BANCO, è ASSURDO CHE UN MEDICO DI FAMIGLIA O UN PRONTO SOCCORSO NON COMPILINO UNA SEMPLICE RICETTA PER UNA PILLOLA CHE PUò EVITARE GUAI AL PAZIENTE. DOVREBBERO METTERLO IN COMMERCIO SENZA ALCUNA PRESCRIZIONE MEDICA.