Un’operaia di un’azienda tessile del casaranese, in provincia di Lecce, ha
rotto il silenzio e la paura e ha coraggiosamente denunciato il suo padrone
per molestie e atti sessuali.Il 17 dicembre vi era stata una denuncia della Cgil su questo, ma anche per
altre due operaie che fanno le cameriere in un ristorante nel Salento –
tutte e tre costrette a subire abusi sessuali con la minaccia di
licenziamento, costrette a rimanere in azienda dopo l’orario di lavoro per
soddisfare le richieste sessuali dei loro padroni.

Questo avveniva da tempo, ma la paura di perdere il lavoro, le situazioni
difficili nelle loro famiglie con mariti in cassintegrazione, ma anche la
paura di non essere credute – il marito di una delle operaie non ha creduto
al racconto della moglie – e probabilmente il timore di passare da vittime a
“colpevoli”, le aveva fatto stare zitte.

Ora una di loro ha detto basta e ha dato un segnale di coraggio alle altre
per non subire, per ribellarsi ai porci padroni.
E’ un segnale che è importante anche per tante altre lavoratrici.

La realtà
delle molestie sessuali sul lavoro, per il lavoro nella nostra regione è
vasta ed è presente in tante forme – in passato noi abbiamo denunciato
situazioni pesanti a Taranto nei settori delle pulizie o nel commercio e in
provincia proprio in aziende tessili; e la precarietà, l’attacco al posto di
lavoro, sta facendo aumentare queste violenze.

Sosteniamo la denuncia di questa operaia!
_ Denunciamo tutte le molestie e violenze sessuali dei padroni.
_ Facciamo appello alle lavoratrici a venire allo ‘sportello aperto’ delle
lavoratrici del Mfpr, per non essere sole.
_ L’unione delle donne fa la nostra forza!

{Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario}_ sede via Rintone, 22 Taranto,
mfpr@fastwebnet.it