Ivana Galli

“Siamo stupit* dalle parole del Ministro Salvini relative alla Legge contro il caporalato e lo sfruttamento che, a suo parere, complicherebbe le cose. Di sicuro la legge persegue chi vuole sfruttare il lavoro delle persone, fare guadagni approfittando del bisogno e del ricatto”. Lo dichiara Ivana Galli, Segretaria Generale Flai Cgil nazionale.

“Non possiamo pensare che un Ministro reputi giusto e legale pagare qualcuno 1 o 2 euro l’ora per lavorare. Certo che sarebbe tutto meno complicato se tutti gli imprenditori e i datori di lavoro rispettassero i contratti. Quanto alla Legge 199/2016, chiediamo al Ministro un impegno affinché essa venga applicata in tutte le sue parti così da prevenire e quindi evitare il consumarsi dei reati; questo sì renderebbe tutto meno complicato”.

Ricordiamo intanto che il prossimo 18 giugno a partire dalle ore 15,30, presso la Cooperativa “Agricoltura Nuova”, nella Riserva Naturale di Decima – Via di Valle Perna, si terrà un’iniziativa per celebrare i 30 anni di vita della Flai Cgil: “30 anni di Flai. Una storia lunga un secolo”.

Una storia dove tante, tantissime donne sono state protagoniste indiscusse. pensiamo alle lavoratrici dell’industria agroalimentare o alle tabacchine, senza dimenticare le lavoratrici stagionali, quelle adette alla raccolta di pomodori, uva, olive… sottoposte alle pesanti imposizioni del caporalato.

 

 

Nata a gennaio del 1988 a Bari, la Flai Cgil è il risultato della fusione di due categorie, Filziat (Federazione Italiana Lavoratori Zuccheriero Industria Alimentare e Tabacco) e Federbraccianti (Braccianti e Salariati Agricoli), e fin dalla sua fondazione ha perseguito l’obiettivo di unificare il lavoro della filiera agroalimentare in favore dell’unità e della solidarietà tra tutti i lavoratori e delle lavoratrici dei settori che rappresenta.  Si sciolgono due categorie per costituire una nuova Federazione unificata di comparto, definita nel documento conclusivo del coordinamento nazionale Federbraccianti-Filziat “una occasione concreta ed importante per la ripresa di un impegno confederale sulle politiche agro-industriali”.