Concita De Gregorio

Esmeralda Calabria

Lievito madre – Le ragazze del secolo scorso per la regia di C. De Gregorio dopo essere stato presentato alla mostra del cinema di Venezia arriva al grande pubblico anche se a tarda sera.

Lavoro, politica, amore, sogni, paure. Concita De Gregorio ed Esmeralda Calabria raccontano le madri del Novecento, attraverso interviste e immagini.

Grandi donne del secolo scorso, molto note o solo molto vere, si raccontano alle donne del Duemila: intrecciano i loro sguardi e le loro voci per portarci avanti e indietro nel tempo tra filmati d’epoca, memorie e immagini esclusive.

Lievito Madre, scritto da Concita De Gregorio e Esmeralda Calabria e trasmesso da Rai3 questa sera lunedì 11 settembre alle 23.50, è un film che nasce dal desiderio delle ragazze di oggi di scoprire nelle parole e negli occhi delle ragazze del secolo scorso, l’origine della nostra storia, la nostra direzione di marcia. Un percorso che consente di dar voce al bisogno di “tornare indietro per andare avanti” e trovare finalmente risposte ai dubbi delle nostre vite incerte.

“L’idea” afferma Concita De Gregorio “è quella di risalire alla sorgente dei giorni presenti, sentire la voce di coloro che ci hanno generato, leggerne le rughe, vedere quello che i loro occhi hanno visto e immaginare quello che le loro mani hanno toccato. Un viaggio alle origini del nostro tempo, di quello che siamo diventate. Il racconto delle speranze, dei desideri, delle paure e dell’idea di futuro delle donne italiane quando il futuro è già successo, e sono i loro volti a dirci come è andata”.

Nel corso di quasi quattro anni sono state raccolte mille interviste a donne di ogni età: tra queste quasi cento intervistate avevano un’età compresa tra 60 e 100 anni. Molte di loro sono celebri nei loro campi (Adele Cambria, Giovanna Tedde, Natalia Aspesi, Nada Malanima, Esterina Respizzi, Lea Vergine, Giulia Maria Crespi, Luciana Castellina, Benedetta Barzini, Giovanna Marini, Emma Bonino, Cecilia Mangini, Inge Feltrinelli, Dacia Maraini, Piera Degli Esposti).

Altre sono donne comuni, loro coetanee. Alcune analfabete e vissute di lavori semplicissimi: la mondina, la barista, l’allevatrice di bestiame, la casalinga, la verduraia. Tutte, indistintamente, toccano con interventi di pochi minuti temi come il lavoro, la famiglia, la libertà, il corpo, l’amore, le passioni, i dolori, i mutamenti. Le immagini che attraversano i loro racconti sono per lo più tratte da filmini di famiglia che documentano, dagli anni ’20 agli anni ’90, i modi intimi e gli stili di vita del tempo. Le donne che compaiono sono spesso altre rispetto alle protagoniste delle interviste: una scelta che alimenta il senso del film, di raccontare cioè una sola storia: la Storia di tutte. Interviste, confessioni, tasselli unici e privati che compongono il mosaico originale di un secolo, di quell’impasto naturale della storia del quale le donne sono da sempre il lievito: il lievito madre.