Li avevano avvertiti in tutte le lingue: se entro il 15 marzo non avessero regolarizzato i pagamenti della mensa scolastica per i loro figli, il comune (non andrebbe maiuscolo?) avrebbe interrotto ‘l’erogazione del servizio’. E così, più o meno allo scadere dell’ultimatum, nove bambini (sette stranieri e due italiani) della scuola materna ed elementare di Montecchio Maggiore (VI) si sono trovati davanti un panino e un bicchier d’acqua invece del bel pranzetto che aspettava i compagni.{{La notizia fa scalpore, anzi fa schifo.}} Ne parlano i telegiornali nazionali, i quotidiani e sulla rete si moltiplicano di ora in ora le voci sdegnate. La sindaca Milena Cecchetto e l’assessore alle Politiche Sociali e all’Istruzione Barbara Venturi, entrambe leghiste, non sembrano scomporsi. Compaiono radiose sui teleschermi rivendicando l’equità di un gesto discriminatorio che viola ogni convenzione sui diritti dell’infanzia e l’onorabilità di un Paese che non lo punisce.

Non si tratta di pane e acqua, precisano le amministratrici, ma di un panino imbottito e di una bottiglietta d’acqua minerale. E fingono di ignorare quanto una disparità di trattamento come questa possa ferire un adulto ma sia certamente terribile per un bambino; che ne coglie immediatamente tutti i significati simbolici: valgo meno, ho genitori di cui vergognarmi, ho genitori che non si occupano di me. Ma anche: i miei genitori per colpa mia devono spendere tanti soldi, sono la causa di un grosso guaio per loro, potrebbero non volermi più bene …

{{Le conoscete le ansie dei bambini?}} Le raccontano anche le favole. Vi ricordate come si stava da piccoli, quando ad essere umiliati, per qualche ragione, non eravamo solo noi, ma anche i nostri genitori? Come è possibile dimenticarlo!

Eppure a Montecchio la scuola Manzoni fa parte dell’Istituto comprensivo (ma va detto che dirigente e docenti hanno espresso amarezza) intitolato ad Anna Frank: un monito inascoltato dagli amministratori? Forse una beffa: la prova che {{chi non vede la sofferenza del presente abusa inevitabilmente della memoria del passato}}; la viola fingendo di conservarla. Magari a Montecchio hanno celebrato persino il giorno della memoria. No, internet parla solo del giorno del ricordo: meglio sentirsi vittime che carnefici.

Ma la nuova giunta, nata da poco, forse non sa nemmeno chi è Anna Frank, mica era cristiana. Perché i nuovi amministratori ai valori fondanti e alle tradizioni della comunità ci tengono molto.

Sul sito del Comune si legge “{{Un grande crocifisso di legno}} nel cortile del Municipio di Montecchio Maggiore. E’ stato installato giovedì 5 novembre, per decisione della Giunta castellana in risposta alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”.
_ “Il crocifisso nelle scuole non si tocca perché rappresenta le radici della nostra civiltà, uno dei simboli del nostro paese” ha detto il sindaco. E ha aggiunto: “Questo gesto è necessario proprio per difendere ciò che per noi e per il nostro Paese è simbolo di un’antica tradizione, alla base dei nostri valori. Chi vuole eliminarlo non lo fa per dare spazio alla laicità, bensì solo per aprire la strada ad altre forme di espressione religiosa, dietro le quali si nasconde una chiara volontà di annientare le nostre tradizioni e la nostra storia”. Ancora una volta fare la vittima dà pretesto per aggredire meglio l’Altro.

E {{la giovane giunta è attiva e determinata nel prevenire e contrastare ogni pericolo d’invasione}}: ha dato ordine agli agenti della polizia locale di dare avvio, proprio il primo gennaio, a un capillare controllo degli appartamenti abitati da stranieri: 11 sanzioni per omessa denuncia di ospitalità; e una “per stendita di bucato lungo la pubblica via”. Censiscono, controllano, informatizzano dati, fanno sopralluoghi nelle scuole e si lamentano (la già citata assessora Barbara Venturi) perché “Gli stranieri rimangono concentrati in alcune scuole del Comprensivo 2, in particolare nella scuola dell’Infanzia J.Piaget”.

E alla fine, però, possono dirsi soddisfatti: {{per la prima volta nel 2009, dopo dieci anni, il numero di stranieri giunti a Montecchio Maggiore ha registrato un calo}}. L’osservazione è spiegata dall’assessore Livio Merlo: “Gli stranieri arrivati a Montecchio Maggiore nel 2009 sono stati 239, rispetto ai 420 del 2008, ma risultano effettivamente 197 in quanto nel corso del primo semestre dell’Amministrazione Cecchetto, e precisamente nei mesi di novembre e dicembre, 42 unità hanno lasciato la città”.

Se ne andranno anche gli altri, probabilmente. Come se ne va la gente dai luoghi in cui i diritti vengono minacciati e dove si vive “a pane e acqua”.
Quelli come la signora Cecchetto cominciano sempre dai bambini. Anche nel ’38 in Italia l’applicazione delle leggi razziali è iniziata dalle scuole. Con la speranza che i bambini umiliati prima o poi se ne vadano; e che gli altri, come è accaduto troppo spesso, dimentichino.

immagine da: milocca.files.wordpress.com