Si è tenuta a Francoforte sul Meno sabato 3 novembre 2012 la giornata intitolata a “Choisir: una scelta per le donne”, organizzata da ReteDonne – il coordinamento delle italiane all’estero, che al termine ha lanciato un appello ai partiti perché diano la
priorità nella loro agenda a programmi finalizzati ad una reale parità di carichi ed opportunità tra donne e uomini sia nel settore privato che pubblico.{{Dal Comunicato stampa}}

[…] L’Europa compie da anni un cammino di “armonizzazione”, anche a livello legislativo. L’associazione francese “Choisir la cause des Femmes”, presieduta dall’avvocato Gisèle Halimi e riconosciuta come ONG con ruolo consultivo presso l’ONU, ha avviato da molto tempo un approfondito studio delle legislazioni europee in
materia di pari opportunità, nell’ottica di individuare e scegliere, choisir, le leggi migliori da applicare in tutta Europa, secondo la [clausola dell’europea più favorita->http://www.choisirlacausedesfemmes.org].
Questo è stato{{ lo spunto per un incontro di respiro transnazionale}}, al quale hanno partecipato oltre 40 donne provenienti da diverse città italiane, tedesche e da Bruxelles.

Dopo i saluti di {{Cristina Ruggeri}} del Consolato Generale di Francoforte sul Meno, ha parlato {{Paola Masi}} (economista della Banca d’Italia, [fa parte del consiglio direttivo] della Casa Internazionale delle donne e collaboratrice della rivista
femminile DWF – donnawomanfemme, Roma) che ha illustrato brevemente il lavoro di {{divulgazione del progetto Choisir in Italia}} e parlato dei {{movimenti delle donne in Italia}}, con chiari riferimenti agli ultimi venti anni di monopolio mediatico in cui si è registrata la perdita di parola delle donne fino al movimento SNOQ, che è stato nel 2011 un vero spartiacque verso un nuovo movimento che si avvale della rete e riorganizza l’azione in modo transpartitico.

{{Paola Villa}}, docente alla Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Trento, ha concentrato la sua relazione sul lavoro delle donne in tempi di crisi. Le donne in Italia detengono con un tasso occupazionale del 46,5 % il penultimo posto in Europa prima di Malta. Si registra un 50% di part-time involontario ed un alto tasso di inattività, da interpretare come segnale di scoraggiamento. La crisi, la iscriminazione per maternità, la mancanza di welfare, aumentano la precarietà nella vita delle donne, che invece tendono ad avere istruzione e aspirazioni più elevate rispetto al passato. Paola Villa sottolinea che se in Italia il tasso di occupazione femminile aumentasse al 60% il PIL salirebbe del 7%.

{{Lisa Mazzi}}, autrice del libro {“{}Donne mobili” 2012} ed esperta di emigrazione femminile in Germania, ha ricostruito {{la storia della politica occupazionale della RFT nei confronti delle donne tedesche e delle emigrate italiane negli anni 50-60}}, mostrando come anche in Germania sia la donna tedesca privilegiata che la donna
straniera recrutata per i lavori più umili e malpagati, fossero tenute ambedue – sebbene con strategie diverse – {{lontane da un inserimento qualificato nel mondo del lavoro}}.

Alla giornata hanno partecipato le Deputate al Parlamento Italiano onorevoli {{Sesa Amici}} (PD, membro del Comitato per le pari Opportunità, Roma) e {{Laura Garavini}} (PD, eletta nella circoscrizione Estero/Europa).
Ambedue hanno riaffermato {{l’importanza del rilancio del piano occupazionale femminile e di una condizione di welfare atta a ridisegnare una politica sociale}}.
Il progetto Choisir si inserisce qui bene come {{metodo di base innovativo e comparativo.}}

La giornata, moderata da Paola Fabbri, è stata una nuova occasione di incontro e confronto fra donne venute da diversissime città, con esperienze e professioni differenti, che si sono lasciate formulando un appello comune che presenteranno alla politica ed agli organi competenti (in allegato).

Si ringraziano:
{il Coordinamento delle donne di Francoforte (http://www.donneitaliane.eu/) per l’ organizzazione, il DICA Donne Italiane Coordinamento Amburgo http://www.facebook.com/groups/DICAmburgo/) per la collaborazione, la
missione Cattolica per l’ospitalità, la Katholische Arbeitsgemeinschaft Migration (KAM) ed il Consolato Generale d’Italia Francoforte sul Meno per il gentile sostegno.

{{Eleonora Cucina}}
per ReteDonne e.V. – [retedonne@googlemail.com->mailto:retedonne@gmail.com]
Seguici in FB – http://www.facebook.com/groups/retedonne/}

{{{APPELLO – Choisir: una scelta per le donne}}}

Il 3 novembre 2012 il coordinamento delle italiane all’estero retedonne e.V. ha tenuto a Francoforte un convegno sulle leggi e le politiche per le donne in Europa.
Durante la giornata si è discusso sul futuro delle donne: sono state presentate le migliori leggi europee che l’iniziativa ‘Choisir la Cause des Femmes’ ha individuato per dare la legislazione più favorevole alle donne di tutta Europa negli ambiti di libera procreazione, diritto al lavoro, rappresentanza politica, famiglia e violenza.

L’incontro si è anche concentrato sulla situazione attuale delle donne in Europa, in Italia ed in Germania in particolare. Dal confronto dei dati risulta che {{il carico di lavoro di cura delle donne italiane}} è il più alto all’interno dei paesi europei. Ciò continua a penalizzare le italiane nell’accesso al lavoro e nella carriera. La cosa,
tuttavia, non stupisce, perché il sistema di norme e valori sociali presuppone che questo sia compito delle donne, {{Art. 37 della Costituzione italiana:}} “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua
essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.”

Per un reale conseguimento delle pari opportunità si deve, quindi, mirare non solo al miglioramento delle leggi a livello europeo, ma {{in paesi come l’Italia operare anche un riesame della base costituzionale.}}

{{I continui tagli operati per risanare il bilancio dello Stato italiano,}} colpiscono i servizi per l’infanzia, quelli per i malati e per gli anziani, e pesano principalmente sulle donne, che tornano a sostenere i maggiori oneri della crisi. Ciò comporta una rinuncia sia alla realizzazione di sé attraverso il lavoro retribuito che ad una
genitorialità desiderata.

L’esigenza di conciliare la vita lavorativa e le scelte familiari è anche alla base di{{ una nuova emigrazione femminile,}} che si rivolge con sempre maggiore frequenza alle nostre associazioni, con richieste di consulenza e sostegno.

Facendosi portavoce delle donne presenti al convegno, retedonne chiede che:

-{{i partiti ed i loro candidati a tutti i livelli}} – nazionale, regionale, provinciale e comunale – diano la priorità nella loro agenda a programmi finalizzati ad una reale parità di carichi ed opportunità tra donne e uomini sia nel settore privato che pubblico;

-dei principi costituzionali di tutela della «essenziale funzione familiare» e dell’infanzia, beneficino entrambi i genitori, in termini di tutela della maternità e della paternità con congedi, riposi ed assenze retribuite, affinché la conciliazione tra attività lavorativa e cura dei figli e della famiglia sia diritto ed onere di entrambi;

-che {{i governi adottino misure concrete e pragmatiche}} che affrontino i problemi sociali connessi all‘evoluzione demografica (tra bassa fecondità e invecchiamento della popolazione), alleggerendo il carico delle cure familiari e agevolando il lavoro retribuito delle donne, che sono soggette ad un maggiore rischio di povertà in età pensionistica;

-che allo sforzo di armonizzazione legislativa si accompagni un’analisi ed un’applicazione delle{ best practice} europee, che rispettino e tutelino la donna come persona nelle sue scelte esistenziali.

Francoforte, 3 novembre 2012

Vontatti

{ReteDonne e.V. – r[etedonne@mail.com->mailto:retedonne@mail.com]}
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