Il denso programma di appuntamenti che andrà a distendersi tra piazze, palazzi e altri luoghi della città arriva da un lavoro di tessitura che ha messo in connessione artisti provenienti da mondi diversi, creato corrispondenze tra scrittori, chiamato all’opera nuovi attori della scena culturale e – in particolare quest’anno – centinaia di adolescenti. È per questa strada che la partecipazione di ciascun autore viene a trasformarsi in un “incontro”, l’elemento di base della festosa costruzione di Festivaletteratura. Incontrarsi al Festival significa infatti ritrovarsi ad allargare i discorsi avviati, approfondire gli scambi, dare corso alle idee, verificare – nel confronto con il pubblico – quello di cui si è discusso per mesi, al di là dei singoli appuntamenti in calendario, prendendosi il tempo che occorre e trovando la giusta atmosfera.

Festivaletteratura cerca una volta di più di offrire spazi, lanciare sfide, trovare affinità e arditi incroci disciplinari per portare autori anche apparentemente distanti a condividere il palco e disporsi a un confronto aperto, a volte imprevedibile, sulle questioni sentite come più urgenti e vicine dalla comunità di lettori che si dà appuntamento a Mantova. Una cura che si traduce ad esempio nel mettere fianco a fianco autori che vivono sulle sponde opposte dell’oceano, narratori e musicisti con lo stesso senso del ritmo, architetti e scrittori che prendono la città come misura del mondo, poeti e drammaturghi che scavano dentro le parole, fisici e studiosi di letteratura che si confrontano sugli statuti delle reciproche discipline, scrittori migranti di prima e seconda generazione, o anche scrittori legati da lunga amicizia che proprio al Festival decidono di dar sfogo a una comune passione letteraria, intraprendere un progetto da tempo rimandato o ricominciare un discorso lasciato in sospeso.

A Festivaletteratura tutto questo diventa possibile. Il campo è aperto a situazioni ancor più orientate al coinvolgimento attivo del pubblico e a un’invenzione più libera e partecipata, capaci di mettere in circolo e di produrre nuove energie creative. Molte sono le progettualità che il Festival lancia o riprende – Girotondo, Scienceground o iniziative come Meglio di un Romanzo e numerose altre – all’interno di una vocazione sperimentale mai venuta meno. Read On in questo senso si spinge ancora più avanti: il progetto europeo – avviato nel giugno 2017 con sei partner internazionali e finalizzato a sostenere e promuovere la lettura tra gli adolescenti – confluisce nel programma 2018 dopo un intenso anno di attività e affida ai ragazzi il compito di proporre nuove modalità per entrare in relazione con libri e scrittori, per proseguire poi la propria corsa oltre i cinque giorni di settembre e aprire al Festival altre porte.

IL PROGRAMMA

Festivaletteratura continua a guardare al mondo, cercando di affiancare ai nomi più riconosciuti inviti più di proposta. Tra gli ospiti che animeranno gli appuntamenti della prossima edizione vanno segnalati Nicole Krauss, tra le più popolari scrittrici statunitensi della sua generazione, nuovamente al Festival dopo dieci anni; il giornalista e scrittore anglo-americano Simon Winchester; Jöel Dicker, astro nascente del romanzo giallo; il maestro dell’horror Dario Argento; Nona Fernández, giovane talento della letteratura latinoamericana; Yan Lianke, scrittore cinese impostosi all’attenzione mondiale da oltre quindici anni; Yanis Varoufakis, economista ed ex-ministro delle Finanze del governo Tsipras, e ancora – come attesi ritorni – Richard Flanagan, Helen Humphreys, Nicola Davies, Aidan Chambers e David Sedaris.

FRONTIERE – Sono oltre trenta i Paesi di provenienza degli artisti e scrittori ospiti quest’anno, ed è proprio sul crinale delle frontiere che si può tentare una prima via di accesso al programma del 2018. La frontiera del resto è un segno su un foglio di carta, un atto di scrittura che separa stati, genera conflitti, crea e disperde identità nazionali. In un momento in cui soffiano i venti identitari e sembrano svanire le speranze universalistiche, Festivaletteratura percorre queste linee contese per raccogliere storie e cercare nuovi paradigmi che ci aiutino a interpretare le trasformazioni in corso e a ritrovare un’idea condivisa di mondo. Un esperto di relazioni internazionali, un geografo e un inviato di guerra – Bruno Tertrais, Franco Farinelli e Valerio Pellizzari – cercheranno di individuare storie e ragioni delle frontiere, tra volontà di dominio e rappresentazione della Terra; Tim Marshall, per oltre trent’anni corrispondente della BBC dai fronti più caldi, illustrerà le cause geografiche che portano popoli e stati a scatenare guerre e a innalzare muri. Linee arbitrarie o barriere naturali, le frontiere danno confini alla cittadinanza, ai diritti, spesso a valori che riteniamo universali, escludendo – oggi come in passato – le migliaia di persone che provano in ogni modo a superarle. I grandi flussi migratori impongono un cambiamento di pensiero e di sguardo. Donatella Di Cesare e Francesca Rigotti interverranno sulla necessità di una “filosofia della migrazione”, Agus Morales sul valore simbolico del rifugiato come nemico. La reinvenzione della tecnica del fotoracconto di Carlos Spottorno e Guillermo Abril e il racconto di Ascanio Celestini a partire dai manichini creati dall’artista Giovanni Albanese testimonieranno l’esigenza di trovare nuove forme di rappresentazione per le storie dei migranti. Le frontiere attraverseranno persino le lavagne in piazza Mantegna, nelle lezioni di geografia tenute da Franco Farinelli.

PIANETA EUROPA – Negli ultimi cento anni l’Europa ha mutato le proprie frontiere più di ogni altro continente, e intorno alle patrie, alle identità, alle lingue che a fatica si riconducono dentro i confini ridisegnati per tutto il Novecento si annodano molte delle potenti narrazioni degli scrittori europei ospiti quest’anno a Festivaletteraura. Diana Bosnjak Monai riscrive l’assedio di Sarajevo attraverso le pagine del diario del nonno, Eduardo Mendoza – considerato l’autore che meglio ha saputo raccontare le trasformazioni della società spagnola negli ultimi decenni – affronta le istanze dell’indipendentismo catalano, György Dragomán  da narratore e Géza Szocs da poeta restituiscono il punto di vista di una minoranza – quella linguistica ungherese in Romania – nell’esperienza delle dittature dell’Europa orientale. Da quella stessa minoranza proviene Agi Mishol, poetessa isrealiana oggi tra le più note al mondo, che ha abbandonato l’ungherese materno adottando l’ebraico come lingua sacra, identitaria e nel contempo aperta all’esperienza universale. Robert Menasse, il narratore e saggista austriaco vincitore del Deutscher Buchpreis 2017, capovolge la prospettiva e guarda le nostre piccole nazioni dall’anonima Bruxelles, cuore dell’eurocrazia, mentre Sergej Lebedev ci porta in una Russia che non fa i conti con il proprio passato. In questo quadro si inseriscono anche la riflessione sul riemergere della questione ebraica proposta dalla psicoanalista Elisabeth Roudinesco e soprattutto il bilancio su speranze e conseguenze del Sessantotto fallito ad Est, condotto da Guido Crainz insieme a Diana Bonjak Monai, Wlodek Goldkorn e Patrik Ouredník. Tra le presenze europee più prestigose non vanno inoltre dimenticate quelle dell’inglese Matt Haig e dell’islandese Jón Kalman Stefánsson, di ritorno al Festival dopo la sua partecipazione nel 2012.

PRAGA “CITTA’ IN LIBRI” Sarà Praga, a cinquant’anni dalla sua primavera, la “città in libri” di Festivaletteratura 2018. La capitale ceca, dove “ancor oggi, ogni notte, alle cinque, Franz Kafka ritorna a via Celetna a casa sua, con bombetta, vestito di nero” come scriveva Angelo Maria Ripellino, sembra essere fatta della sostanza stessa della letteratura a giudicare dai quasi trecento volumi di Guillaume Apollinaire, Jorge Luis Borges, Karel Capek, Bruce Chatwin, Umberto Eco, Jaroslav Hasek, Bohumil Hrabal, Franz Kafka, Milan Kundera, Rainer Maria Rilke, Philip Roth, Jaroslav Seifert e moltissimi altri autori che saranno lasciati in consultazione al pubblico del Festival nella centralissima tenda dei libri. Ad accompagnare la biblioteca, curata da Luca Scarlini e Alessandro Catalano, saranno gli appuntamenti con gli scrittori cechi Patrik Ouredník e Katerina Tucková, l’incontro su Kafka tra Adriano Sofri e Giorgio Fontana, il percorso notturno nella letteratura gotica praghese condotto dallo stesso Scarlini al Cimitero Monumentale di Mantova.

ALTRI MONDI – Altri mondi, altre frontiere. Uscendo dall’Europa, Zahra Abdi e Inaam Kachachi rappresenteranno idealmente allo stesso tavolo Iran e Iraq e i conflitti più o meno dichiarati che attraversano i due paesi da oltre trent’anni, Bachtyar Ali porterà la voce del popolo curdo, la giovane Kaouther Adimi la resistenza culturale e le complesse vicende dell’Algeria contemporanea. È alla narratrice Minh Tran Huy che si deve la definizione di “viaggiatore suo malgrado” per definire la condizione universale dei milioni di esuli che dalla guerra del Vietnam in poi hanno battuto tutte le possibili rotte in cerca della salvezza. A. Igoni Barrett, nuovo interprete della nobile tradizione letteraria nigeriana, riporterà al centro la questione razziale, in un’Africa tutt’altro che rassegnata.

L’America che raccontano i narratori presenti quest’anno a Festivaletteratura è quella più profonda e selvaggia, infinitamente lontana dalle mille luci newyorkesi, che affronta a muso duro il mondo e si rifiuta di cambiare. Chris Offutt, erede dei grandi maestri del racconto americano, racconterà la bellezza e la brutalità dei territori più isolati del Kentucky e degli uomini che vi abitano, Tom Drury – oggi docente all’Università di Lipsia – la vita delle comunità rurali del Midwest. Due osservatori stranieri – Gary Younge, editorialista e inviato del Guardian, e Francesco Costa, vicedirettore del Post – guarderanno invece all’America che spara, e alle questioni legate alla violenza e alla diffusione delle armi.

LETTERARIE PASSIONI – È comunque la letteratura a ricercare il senso, a ricostruire quanto la Storia ha spezzato, a restituire umanità là dove è stata negata. Una letteratura che diventa sentimento naturale come per la scrittrice turco-americana Elif Batuman, o strumento di educazione alla libertà, come per Aidan Chambers, che tornerà al Festival per ripercorrere la sua straordinaria vita dedicata ai libri e ai ragazzi. Sarà l’amore per la letteratura italiana a fare incontrare Jhumpa Lahiri e Marcello Fois, due autori diversamente distanti dalla nostra tradizione; Alberto Manguel e Robert Darnton valuteranno i benefici della presenza fisica dei libri accanto a noi; Chiara Codecà e Marco Rossari parleranno dei problemi (e delle gioie) legati alla traduzione dei grandi autori del passato; Giuseppe Marcenaro e Massimo Raffaeli si interrogheranno su che fine abbia fatto la letteratura nel nostro paese, ora che gli ultimi “classici” del Novecento sono venuti a mancare. Un incontro corale, coordinato da Elia Malagò e Antonio Prete, sarà dedicato ad alcune voci dimenticate del Novecento letterario italiano. Vere e proprie scorribande nella storia della letteratura saranno invece quelle di Agnese Grieco, all’inseguimento del mito delle Sirene da Omero fino ai nostri giorni, e di Paolo Nori, attraversando senza autorizzazioni la monumentale narrativa russa dell’Ottocento.

OMAGGI – Ad alcuni classici contemporanei e ad autori forse meno noti ma non meno preziosi, saranno dedicati omaggi e inedite rivisitazioni all’interno del programma del Festival. Overload è un gioco teatrale sull’ecologia dell’attenzione e sui meccanismi diversivi del nostro cervello che i Sotterraneo metteranno in scena prendendo spunto dai testi di David Foster Wallace a dieci anni dalla sua scomparsa. Ulf Stark, uno degli scrittori per ragazzi più affezionati a Festivaletteratura, tornerà a Mantova attraverso i racconti di Janina Orlov e Pino Costalunga. Vittoria Caterina Caratozzolo, Mario Piana ed Elvira Seminara ricorderanno una delle intellettuali più brillanti e sofisticate del Novecento: Irene Brin. A Lita Judge, autrice di un’accurata biografia a fumetti di Mary Shelley, sarà affidata la celebrazione dei 200 anni di Frankenstein, mentre Sandra Petrignani e Masolino D’Amico ricorderanno Natalia Ginzburg, Luca Scarlini Irmgard Keun nella forma della conferenza-spettacolo.

RISATE A LIBRI APERTI – A Festivaletteratura quest’anno si ride. All’umorismo, uno dei generi letterari più misconosciuti e bistrattati dalla critica, saranno dedicati numerosi e bizzarri eventi, frutto della complicità di scrittori e artisti che hanno coltivato questa passione in semi-clandestinità. Il percorso umoristico “ufficiale” prevede un’incursione di Paolo della Bella ed Ermanno Cavazzoni nella produzione di vignette e giornali satirici tra Ottocento e Novecento, un saggio dialogato di Marco Malvaldi e Stefano Tofani sulla comicità toscana, nonché Bravo, brevissimo, una lezione-spettacolo di Guido Conti sulla letteratura umoristica italiana passando per Collodi, Zavattini, Fellini, Longanesi. Nel cortile di Palazzo Castiglioni si terrà invece due volte al giorno il libro più divertente che ho letto, un interrogatorio semi-serio condotto da Federico Taddia a cui verranno sottoposti alcuni autori presenti al Festival – Tullio Avoledo, Stephen Bollen, Bianca Pitzorno, Marco Rossari e Alessandro Zaccuri tra gli altri – per estorcere alcuni consigli utili alla costruzione di una biblioteca minima di libri da ridere. Ed essendo l’umorismo notoriamente contagioso, moltissimi saranno gli incontri in programma che vedranno protagonisti scrittori inclini alla risata: oltre al già citato David Sedaris, spiccano le presenze dei britannici David Walliams, scrittore per ragazzi dalla comicità pirotecnica, e John Niven, autentico fuoriclasse dell’umorismo nero e senza speranza, alle quali si affiancano quelle degli italiani Antonio Albanese – straordinariamente in coppia con Gian Antonio Stella -, dei conduttori di Il ruggito del coniglio Antonello Dose e Marco Presta, di Stefano Tonietto – autore di numerosi saggi parodistici in versi e in prosa – e, nella serie degli accenti, del catalogatore di eresie e reliquie Mauro Orletti e di Fabrizio Bolivar, autore di microracconti del buonumore.

NEL SENSO DEL GIALLO – Tra noir e poliziesco, il programma del Festival riserverà come di consueto un’importante sezione alla letteratura del crimine. Un doppio confronto tra giallo italiano e giallo internazionale sarà quello che vedrà di fronte Joël Dicker e Carlo Lucarelli e successivamente Christopher Bollen e Giancarlo De Cataldo. Tutti al femminile gli incontri con Alicia Giménez-Bartlett, la popolarissima creatrice dell’ispettore di polizia Petra Delicado, e con Jessica Fellowes, autrice della serie dei delitti Mitford, ambientati nell’Inghilterra degli anni Venti. Molto nutrita la pattuglia di autori italiani di crime novel presente al Festival, che comprende anche Gian Mauro Costa, Romano De Marco, Antonio Manzini, Marilù Oliva e Giampaolo Simi. Gli anni ruggenti del giallo italiano saranno ripercorsi grazie a due eventi dedicati rispettivamente a Giorgio Scerbanenco, punto di riferimento imprescindibile per i giallisti delle generazioni successive, e a Giorgio De Maria, autore dell’inquietante e profetico Le venti giornate di Torino, riscoperto oggi dall’editoria internazionale dopo oltre quarant’anni di oblio.

NARRAZIONI ITALIANE – Tra gli italiani che interverranno alla prossima edizione assume una particolare rilevanza la presenza di autori che arrivano al romanzo o al racconto dopo un percorso di successo nella scrittura per il cinema o per il teatro, come Dario Argento, Stefano Massini e Luigi Lo Cascio. Insieme a Gianrico Carofiglio, Ermanno Cavazzoni, Paolo Giordano, Maurizio Maggiani, Michela Murgia, Beppe Severgnini, Francesco Abate, Davide Longo, graditi ritorni al Festival, sono inoltre attesi alcuni giovani autori impostisi all’attenzione della critica come Giorgio Biferali, Matteo Trevisani ed Elvis Malaj, scrittore nato in Albania che ha adottato l’italiano come lingua di scrittura. Lella Costa proporrà al Festival lo spettacolo Le lettere del cuore di Natalia Aspesi, mentre Simonetta Agnello Hornby porterà sul palco storie quotidiane di violenza sulle donne, raccolte da casi giudiziari e fatti di cronaca, con l’accompagnamento musicale di Filomena Campus. L’interazione tra letteratura e altre forme espressive – cinema, musica, fumetto – sarà più esplicita nei bonus track, in cui coppie inedite di scrittori e artisti – Marco Rossari e Colapesce, Zerocalcare e Fabio Genovesi tra gli altri – cercheranno di regalare qualcosa in più di un tradizionale evento letterario. Da una particolare congiuntura di affinità elettive nasce l’incontro tra il fumettista Paolo Bacilieri e il narratore Giorgio Fontana. Un grande maestro dell’animazione italiana, Bruno Bozzetto, sarà tra gli ospiti d’onore di questa edizione, in un incontro che lo vedrà con Grégory Panaccione e Bruno Gambarotta. Tra letteratura e spiritualità si collocheranno le conversazioni tra Enzo Bianchi e Umberto Galimberti sulla vecchiaia, di Maurizio Maggiani e don Luigi Verdi sulla vita nella sacralità del creato, di Antonio Prete e Alberto Manguel sul sentimento della nostalgia.

POTERI FORTI – La disaffezione verso le forme tradizionali della rappresentanza politica, la rabbia nei confronti delle élites che attraversano oggi gran parte delle comunità occidentali sono sentimenti che trovano alimento nelle trasformazioni profonde che attraversano l’organizzazione dei sistemi economici e la natura stessa delle democrazie. I rapporti (e le distanze) tra l’alto e il basso delle nostre società, tra classi dirigenti e classi subalterne saranno al centro degli incontri tra Yanis Varoufakis e Stefano Feltri, e – nella prospettiva storica dell’Italia dal Risorgimento ai nostri giorni – da Enzo Ciconte e Gian Antonio Stella, mentre Zerocalcare e Matteo Bianchi sposteranno il punto di osservazione sulla questione portandolo nelle periferie “degradate” dei centri urbani. Marta Fana e Riccardo Staglianò si confronteranno sulla destrutturazione e sul progressivo impoverimento – in termini materiali e simbolici – del lavoro al tempo della gig economy e dei mercati globali. Secondo la formula dell’Oxford Style si discuterà con Andrea Fumagalli, Ferdinando Giugliano, Elena Granaglia e Mario Seminerio del reddito di base o di cittadinanza, mentre Carlo Cottarelli cercherà di illustrare i motivi che frenano la crescita della nostra economia.

RACCONTI DAL MONDO DIGITALE – La sensazione di esclusione, di perdita di potere, di non riuscire a incidere sulle questioni che ci toccano direttamente come individui e come cittadini, diventa tanto più acuta quanto più si contamina con la percezione di una crescente e incontrollata dipendenza dalle nuove tecnologie. Festivaletteratura offrirà l’occasione di viaggiare nei meandri dei territori digitali, nelle entità remote che controllano quotidianamente i nostri comportamenti sfruttandoli a proprio o altrui vantaggio, nelle presunte città intelligenti, nelle ossessioni e nei sogni inquieti che – non da oggi – accompagnano il rapporto tra uomo e macchina attraverso gli incontri tra Andrew O’Hagan e Carlo Annese, Franklin Foer e Massimo Mantellini, Evgeny Morozov e Francesca Bria, Mark O’Connell e Tullio Avoledo e il confronto tra Luca Nemolato, Fiorella Operto e Jacopo Perfetti con Neri Marcorè. Di come i social abbiano contribuito ad accrescere esponenzialmente il fenomeno delle fake news si parlerà invece nel programma ragazzi con Daniele Aristarco e Carlo Annese.

VOCI DALLA TERRA – Direttamente dal cuore della Foresta Amazzonica partirà quest’anno la riflessione intorno ai temi della salvaguardia ambientale e dei cambiamenti climatici: ospite d’eccezione a Festivaletteratura sarà Davi Kopenawa, lo sciamano yanomami che ha raccontato la lunga lotta del suo popolo contro la deforestazione e il modello di sviluppo che rischia di privare il pianeta di qualsiasi futuro. Ad aggiornare il quadro sulle attuali conseguenze dell’innalzamento delle temperature e del progressivo esaurimento delle risorse naturali contribuiranno gli incontri dedicati allo scioglimento dei ghiacci con Peter Wadhams e Carlo Barbante e alle guerre in corso per l’accaparramento dell’acqua con Emanuele Bompan. Ma, come già per le questioni legate ai fenomeni migratori e alla crisi delle democrazie, anche per le sfide ambientali si rende necessario un salto di pensiero: il filosofo e antropologo Bruno Latour proporrà una nuova relazione tra democrazia e scienza rovesciando principi e pratiche dell’ecologia politica come oggi la conosciamo, Emanuele Coccia proverà a rifondare la nostra visione del mondo a partire dalle piante. Il designer Francesco Faccin e il biologo Marco Di Domenico ragioneranno su come si possa modificare la nostra percezione sulle questioni ambientali lavorando ad esempio sull’arredo urbano; al confine tra storia della religione, etnologia e botanica si colloca l’incontro tra Erika Maderna e Fabio Bortesi. Moltissimi gli incontri dedicati ad ambiente e natura nel programma ragazzi tra la Casa del Mantegna (con Nicola Davies) e Parcobaleno, dove torneranno i laboratori sul disegno naturalistico con Pia Valentinis e Veronica Truttero, mentre Patrizia Zappa Mulas con lo spettacolo Animatime tributerà un omaggio alla teologia animale di Paolo De Benedetti.

SCIENZE A TUTTO CAMPO – Da sempre attento alle questioni e alle sollecitazioni proposte dalle scienze esatte, Festivaletteratura inaugurerà quest’anno Scienceground, un terreno per il confronto scientifico, aperto per tutta la durata della manifestazione presso lo spazio di Santa Maria della Vittoria. Animato da una piccola comunità scientifica temporanea composta da giovani ricercatori e studenti universitari, Scienground funzionerà come luogo di scoperta, dialogo e approfondimento per riaffermare il valore fondamentale del giudizio e del discorso scientifico proprio a partire dal tanto controverso concetto di dato, attraverso giochi, workshop, videoconferenze, interviste dal vivo e una piccola biblioteca tematica. Al complesso sistema di interferenze e condizionamenti reciproci tra società e scienza sarà dedicato l’incontro tra Tommaso Dorigo e Massimiano Bucchi, mentre Federico Bertoni e Giuseppe De Nicolao – dai campi apparentemente opposti della cultura umanistica e scientifica – proveranno dalla stessa ottica a capire quanto ancora sia vitale l’università pubblica in Italia per la crescita e la diffusione della conoscenza e lo sviluppo dell’intera comunità. Tra genetica, medicina e farmacologia si collocano gli appuntamenti con Karin Bojs e Guido Barbujani, che proveranno a risalire la storia dell’umanità fino al Neolitico sulle tracce che l’evoluzione ha lasciato all’interno del nostro DNA, Arnaldo Benini, contro i luoghi comuni sull’Alzheimer, e Agnese Codignola e Vittorio Lingiardi, sull’avventurosa vita dell’LSD tra ricerca scientifica e controcultura. Temi e problemi scientifici torneranno anche quest’anno alla lavagna di piazza Mantegna grazie a Guido Barbujani, Massimiano Bucchi, Marco Di Domenico, Stefano Lacaprara e Marco Malvaldi.

PROVE APERTE IN PIAZZA ALBERTI – Piazza Alberti mantiene la sua caratteristica di spazio generativo, aperto alle sperimentazioni, agli incontri inter-generazionali, al coinvolgimento di nuovi soggetti culturali. Le riviste culturali – cartacee e su web – stanno conoscendo una straordinaria fioritura, proponendosi come ritrovati luoghi di riflessione e produzione artistica e letteraria. Ad alcune delle riviste ultime nate – Archivio, La Balena Bianca, Lavoro Culturale, Sirene, RVM – sarà chiesto di organizzare per il Festival una conversazione su uno dei temi che stanno al centro del proprio progetto editoriale, coinvolgendo alcuni degli autori presenti a Mantova, mentre il chiosco ambulante allestito da Edicola 518 offrirà al pubblico una più completa panoramica sulle testate più innovative attualmente presenti in Italia e all’estero. Blurandevù, la serie di conversazioni con gli autori condotte dai volontari e dallo scorso anno inserite all’interno del progetto Read On, trasferirà in piazza anche la sede operativa del training di formazione dei ragazzi guidato da Fabio Geda e Marco Magnone. Ad essere intervistati dai ragazzi nel corso dei quattro appuntamenti serali saranno A. Igoni Barrett, Marta Fana, Nona Fernández e Antonio Manzini. Prosegue Meglio di un romanzo, la “scuola” a cielo aperto di giornalismo narrativo coordinata da Christian Elia che mette a confronto aspiranti reporter e affermati professionisti: da qui provengono due giovani giornalisti, Alice Facchini e Lorenzo Pirovano, impegnati nella conduzione di alcuni incontri del Festival 2018. E piazza Alberti sarà anche la vetrina del più importante laboratorio permanente di Festivaletteratura: l’Archivio. Grazie a un’installazione accessibile durante tutta la manifestazione e a un ciclo di quattro appuntamenti legati ad alcune parole chiave – clima, agricoltura, città ed energia – si ripercorrerà l’evoluzione del dibattito sui temi ambientali negli ultimi dieci anni grazie alle registrazioni degli incontri tenutisi a Festivaletteratura.

CASA DEL MANTEGNA: PIU’ SPAZIO AI RAGAZZI E ALLE RAGAZZE – Sempre più bambin* e ragazz* alla Casa del Mantegna. Stanze, cortili, giardini e varie pertinenze dell’abitazione disegnata dal celebre pittore padovano saranno invase dalla folla festante dei più giovani lettori e dalle loro famiglie. Già lo scorso anno il Festival aveva completamente reinventato questo spazio espositivo in un condominio creativo in cui hanno felicemente convissuto scrittori, illustratori, artisti e performer. Quest’anno la casa si allarga: nel giardino verrà montata un’ampia tenda per accogliere gli appuntamenti di maggiore richiamo e tra la tenda e la casa sarà creata un’area relax per leggere, giocare e prendere fiato tra un evento e l’altro. L’esigenza di segnare un luogo per rimarcare la piena cittadinanza dei ragazzi al Festival e di farne uno spazio di maggiore e più libera partecipazione è divenuta ancora più forte con l’avvio di Read On, che ha ridato spinta alla voglia di provare cose nuove, anche oltre le azioni strettamente previste dal progetto.

Il primo risultato di questo rinnovato desiderio sperimentale è Girotondo, un percorso di giochi e fantasie d’autore pensato per i bambini e le loro famiglie, aperto da mattina a sera per tutti i giorni del Festival al primo piano della Casa del Mantegna. Girotondo è pensato in modo che i ragazzi possano girare per tutte le stanze affacciate in cerchio sul cortile interno: ad ogni sala troveranno un’attività pensata apposta per loro da un autore ospite di Festivaletteratura, che dovranno svolgere in totale autonomia, servendosi solo del foglio di istruzioni, dei materiali lasciati a disposizione e – nel caso – dell’aiuto dei propri genitori. A costruire questa giostra collettiva – ciascuno con una propria idea originale – sono stati chiamati Andrea Anastasio, Cora De Maria, Pieter Gaudesaboos, Teresa Sdralevich, Massimiliano Tappari, Stefano Tofani, Silvia Vecchini e Noemi Vola. All’uscita del percorso i bambini riceveranno un libretto con tutte le schede delle attività, in modo da poterle replicare anche a casa.

Numerosissimi restano gli appuntamenti previsti negli altri spazi della Casa del Mantegna: ad animarli saranno tra gli altri Raina Telgemeier, tra le più note e affermate autrici di graphic novel e più volte vincitrice dell’Eisner Award, il disegnatore del Gruffalò Alex Scheffler, Anne Fine – di ritorno al Festival per raccontare le sue storie del gatto killer-, il mitico fondatore del Corriere dei Ragazzi Mino Milani, l’autrice e illustratrice estone Pietr Raud, e i nostri Alice Keller e Davide Morosinotto. Uniti dal filo rosso della poesia saranno gli incontri con Chiara Carminati, Silvia Vecchini e Bernard Friot. Due i nomi di riferimento per il pubblico degli young adults: l’americana Sara Zarr e Antonio Dikele Distefano, oggi forse l’autore italiano di maggior successo tra gli adolescenti. Nella sezione più laboratoriale, Brunhilde Borms e Pieter Gaudesaboos guideranno i bambini alla ricerca della loro isola, Noemi Vola disegnando terrà insoliti esercizi di libertà, Giorgio Personelli metterà in musica i miti, Silvia Vecchini e Sualzo cercheranno ancora una volta di mescolare poesia e fumetto, altre incredibili attività con carta, colori e fantasia saranno curate Silvia Borando, Maria Luce Possentini e Teresa Sdralevich.

PROGETTO EUROPEO READ ON: GLI INCONTRI AL FESTIVAL – Alla Casa del Mantegna prenderà sede il quartier generale delle attività legate al progetto Read On. Anthology arriverà in occasione del Festival alla stretta finale. Nel corso di una sessione d’esame collettiva che vedrà coinvolti come commissari esterni Aidan Chambers e Alberto Manguel verranno scelti i quattro racconti da inserire nella raccolta curata dai ragazzi di tutta Europa. Sono stati oltre cento i testi della letteratura di tutti i tempi segnalati nel corso della primavera da classi, gruppi di lettura e singoli adolescenti per l’antologia di Read On, quest’anno dedicata alla forma racconto, la cui pubblicazione e distribuzione è prevista entro la fine dell’anno. Nell’incontro al Festival verranno sottoposti al giudizio del pubblico dieci racconti finalisti, pre-selezionati da una giuria composta da dieci giovani lettori di varie parti d’Italia. Raina Telgemeier e Daniel Cuello dialogheranno invece con alcuni dei ragazzi autori delle strisce a fumetti selezionate da My Life in Strips. Le storie di vita quotidiana in dieci vignette vincitrici del concorso (il tema proposto per il 2018 è stato transformation) gireranno per il Festival attraverso esposizioni intermittenti. Tre gli appuntamenti di Passports, l’azione di Read On dedicata ai giovani italiani (ed europei) provenienti da altri paesi. Oltre al già citato incontro con Elvis Malaj, il programma prevede un confronto intergenerazionale che vedrà insieme sul palco Jhumpa Lahiri, la narratrice indiana che ha deciso di adottare l’italiano come propria lingua di scrittura, e i giovanissimi Sabrinex e Nadir Taji, già arrivati a meno di vent’anni alla pubblicazione dei loro primi libri; mentre Takoua ben Mohamed – insieme a Veronica Fernandes – terrà un workshop di auto-narrazione attraverso l’uso dello smartphone.

DISCORSI SULL’ARTE – L’Arte rinviata a giudizio a Festivaletteratura. In co-produzione con la nuova Fondazione di Palazzo Te, tornerà quest’anno la fortunata serie dei processi, dedicata a emblematici casi giudiziari del passato riaperti grazie ai documenti conservati nei più prestigiosi archivi storici italiani. Sul banco degli imputati finiranno quest’anno Jacopo Sansovino, Pietro Veronese, Caravaggio e Giuseppe Biasi per permettere a Elisabetta Bucciarelli, Giulio Busi, Danilo Craveia, Michele Di Sivo, Mario Lupano e Alessandra Schiavon di parlare della libertà e della responsabilità sociale dell’artista, dei rapporti tra arte e potere, della produzione e del mercato dell’arte e del ruolo dell’autore al suo interno. Il progetto di co-produzione tra Festivaletteratura e Fondazione Palazzo Te nasce dopo la ricca esperienza di La parola che canta dello scorso anno, per sottolineare il desiderio di entrambi di diventare sempre più spazi di laboratorio culturale, e comprenderà oltre ai processi alcuni incontri con grandi maestri del presente, quali Mimmo Cuticchio e Virgilio Sieni, per offrire l’occasione per conoscere più da vicino e dalle loro voci il senso del loro lavoro artistico.

Sulla storia dello sguardo e di come le arti nei secoli abbiano contribuito a orientarlo si confronteranno Riccardo Falcinelli ed Emanuele Coccia, mentre sullo statuto incerto delle immagini e il precario equilibrio tra realtà, finzione e potere che si gioca al loro interno interverrà il fotografo catalano Joan Fontcuberta. Nel centenario della nascita di Achille Castiglioni, i designer Francesco Faccin e Andrea Anastasio cercheranno di mostrare come – nei loro differenti percorsi creativi – sia stata decisiva l’influenza del grande maestro milanese. Alle città-mondo, intese come luoghi universali che raccontano la nostra civiltà urbana, sarà dedicato quest’anno il percorso di architettura curato da Luca Molinari: le “città” prescelte sono Gerusalemme, Istanbul – con gli interventi di Elif Batuman e Alper Derinbongaz – e la Divina Commedia, visitata dal dantista Riccardo Bruscagli e dall’architetto Franco Purini.

TRA TEATRO E POESIA – Prosegue la ricerca sul linguaggio e la scrittura drammaturgica avviata negli ultimi anni al Festival per ritrovare l’intimo e originario nesso tra teatro e letteratura. Nella rottura della superificie della parola, nella ricerca del senso e della sostanza sonora, il Festival prova ad avvicinare ulteriormente poesia e teatro. Lo spettacolo E’ Bal portato in scena dal Teatro delle Albe si chiuderà con un’intervista a senso alternato tra il poeta autore del testo (Nevio Spadoni) e l’attore che lo ha portato in scena (Roberto Magnani); il dialogo tra i poeti Géza Szőcs e Tomaso Kemeny si aprirà a una dimensione più cantabile. Le conversazioni di la scrittura in scena condotte da Magdalena Barile vedranno coinvolte due delle compagnie più originali della scena italiana contemporanea: Frosini/Timpano e Deflorian/Tagliarini, impegnati al Festival anche in un laboratorio di avvicinamento alla scrittura di scena. Il programma di poesia – oltre agli appuntamenti già precedentemente ricordati – prevedrà anche l’incontro tra Biancamaria Frabotta e Roberto Galaverni, e quelli di Tomaso Kemeny ed Enrico Testa in conversazione con Antonio Prete. La proposta teatrale si completerà invece con il monologo Debra Libanos con Roberto Abbiati, sul massacro perpetrato dal nostro esercito durante l’avventura coloniale in Etiopia, e con gli spettacoli per ragazzi Un giorno del Teatro all’Improvviso e Crikecrak della Baracca – Testoni Ragazzi.

CINEMA, MUSICA E VARIETA’ – Moltissime le anteprime italiane all’interno di Pagine Nascoste, il ciclo di documentari su letteratura e scrittori divenuto un ingrediente essenziale del programma di Festivaletteratura. Tra i film in cartellone segnaliamo in particolare Dreaming Murakami, un’immersione nell’universo letterario della scrittore giapponese attraverso l’esperienza della sua traduttrice danese; The Poetess, storia della poetesa saudita Hissa “Remia” Halil, balzata agli onori della cronaca per aver denunciato in diretta televisiva il maschilismo arabo e le fatwa sui doveri della donna musulmana; The Pulitzer at 100, celebrazione del primo secolo di vita di uno dei più prestigiosi premi letterari e giornalistici al mondo. Come già l’anno scorso, una selezione dei film in programmazione durante il Festival sarà disponibile per la circuitazione in sale, biblioteche e realtà culturali in tutta Italia.

Per quanto riguarda le proposte musicali, nel centenario della morte di Claude Debussy – in collaborazione con Mantova Musica – verrà proposto Debussy aujourd’hui, un concerto di Hugues Leclère interamente dedicato all’universo sonoro del grande compositore francese. Una serie di intermezzi cameristici, a cura di Trame Sonore, permetteranno di riaprire al Festival la medievale Rotonda di San Lorenzo, mentre all’interno delle lavagne Giovanni Bietti terrà una serie di lezioni dedicate all’interculturalità della musica. Tra le proposte “a tavola”, vanno segnalate le colazioni di Luca Scarlini dedicate alle stravaganze degli ultimi Medici, in controcanto alle pompose celebrazioni televisive della dinastia fiorentina, e le due cene letterarie di Ca’ degli Uberti sui misteri legati alle ricette di Pellegrino Artusi (con Carlo Lucarelli) e sull’alta cucina popolare (con Costantino Cipolla e Pietro Segalini).

Nel mare magnum degli accenti – quest’anno saranno circa trenta gli appuntamenti di mezz’ora sotto la tenda di piazza Sordello – segnaliamo il tributo di Michela Murgia al fantasy Le nebbie di Avalon, la canzone di Bianca Pitzorno e Giovanni Cavaziel dedicato a due sposi bambini, la nuova fisiognomica del lettore proposta da Giovanni Previdi e Alessandro Sanna.