In Italia la religiosità cattolica ha, più che altrove, una parte enorme di responsabilità nel mantenere i modelli tradizionali ispirando costantemente un ‘idea della famiglia eterosessuale con l’immagine della Madonna con il bambino divino dell’iconografia storica: oblativa e tenera, sempre pronta a rinunciare al “suo interesse” per il “bene”, appunto di figli e marito; anche dei vecchi genitori e dei vecchi suoceri. Nel corso della trasmissione Omnibus de’ La7 (18.9), un giornalista faceva notare come il PD non buca mai il video in quanto non esce dalla logica delle dichiarazioni generiche in opposizione alla politica del Governo. Intanto Casini, Fini, Berlusconi , più la Lega, ogni tanto rilanciano il “quoziente familiare” come politica seria e originale per aiutare gli italiani e rilanciare la variante demografica del paese perchè le donne fanno pochi figli. A questo proposito cosa ne pensano le opposizioni di sinistra e del centro-sinistra?

In un articolo apparso sul quotidiano La Repubblica (17 sett.c.a., {L’eclissse della destra e il vuoto della sinistra}) il politologo francese Marc Lazar scrive che il Ps francese e il Pd patiscono di deficit progettuale abissale. Però i socialisti francesi hanno iniziato un lavoro di analisi e di elaborazione più avanzato rispetto al Pd.

Per progetto non va inteso un programma, “ma un’ampia riflessione sul divenire del mondo, dell’Europa e di ogni singolo Paese, di ogni società.
_ La congiuntura esige uno sforzo intellettuale e politico in questo senso.

C’è infatti da chiedersi se un certo ciclo, più favorevole alla destra che alla sinistra in tutta l’area europea, non sia ormai in via di esaurimento.

Alla fine degli anni ‘70, quando, con il dominio della finanza internazionale, il capitalismo attraversò una grande metamorfosi, si imposero vari paradigmi dominanti (ma non esclusivi) orientando le decisioni dei governi e influenzando profondamente l’opinione pubblica: il liberismo, l’elogio del privato, il trionfo del denaro, l’ossessione della sicurezza, la discordante accoppiata tra edonismo e conservatorismo religioso, la stigmatizzazione degli immigrati e una certa xenofobia. (…)”.

Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkosy, incarnano questi modelli economici, politici e culturali e hanno contribuito a imporli con le armi del populismo. Ora la crisi finanziaria globale in atto ha cominciato a fare vacillare questo edificio. Facendo riemergere questioni quali l’occupazione e il lavoro, ma anche le disuguaglianze sociali.

Lazar auspica che la sinistra diventi capace di essere all’altezza della posta in gioco anche perché la gente insieme al bisogno di sicurezza, l’affermazione dell’individualismo, sembra ancora presa dalla totale o quasi disaffezione per la politica, pur aspirando a una società più giusta.

Intanto terrificante è l’esito finale di questa educazione-condizionamento di massa perché ne è stata contaminata proprio anche la sinistra qui e là nella UE.

{{Ritorniamo al quoziente familiare}}.

Una ricerca del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro che si è occupato del lavoro delle donne, mette in evidenza come l’offerta di reddito aggiuntivo alle donne o alle famiglie va nella direzione di ipotizzare che “esso possa servire ad acquistare sul mercato servizi per la cura che sostituiscano la cura erogata in casa (home production), in grande maggioranza dalle donne”.

Ma se vi è, come in Italia, “una carente offerta di servizi per la cura, modesti aumenti di reddito non raggiungono il risultato della conciliazione. Addirittura, come si vedrà più oltre, aumenti del reddito familiare non legati alla partecipazione delle donne al lavoro ( come il quoziente familiare) possono scoraggiarla sul piano temporale, può risultare conveniente per le donne rinunciare la lavoro per il mercato e alla fatica che ne consegue, recuperando il reddito necessario per altra via.”.

{{In Italia “il modello prevalente è ancora quello in cui le attività di cura sono una questione di donne}}: le donne lavorano meno degli uomini, e anche quando lavorano si occupano di più dei figli.
_ Le politiche non sono disegnate in modo tale da incentivare una differente ripartizione di carichi di cura, e la legislazione vigente sul congedo parentale ne è un esempio. (…) Come è stato dimostrato da molti studi, un’offerta adeguata di asili nido combinata con congedi parentali non troppo lunghi (6-8 mesi), ma meglio pagati potrebbe portare anche in Italia ad aumenti dell’occupazione femminile senza ridurre la fecondità. “. Invece che cosa accade? Che anche una regione come l’Emilia-Romagna, ha sì una percentuale maggiore di strutture per l’infanzia, ma minore rispetto, per esempio, alla Francia.

Gli obiettivi di Lisbona e Barcellona di arrivare al 33 % dell’utenza potenziale con un ‘offerta di servizi 0-3 anni per poter raggiungere il 60 % di occupazione femminile, sono “ormai irraggiungibili” con l’Emilia-Romagna che raggiunge il 27, 7 per cento e la Campania l’1, 8. Eppure è stato dimostrato che una maggiore occupazione femminile aumenterebbe il Pil del nostro Paese.

Non ci si venga a raccontare di chissà quali difficoltà politiche nel corso dei decenni in questo Paese. C’è un comun denominatore che accomuna tutta la “classe dirigente “ : una mentalità che affiora regolarmente nelle pieghe della comunicazione mass mediale.

Lo psicoanalista Junghiano Claudio Risè in un articolo pubblicato dal quotidiano Il Giornale (22.9.2008) al quale collabora scrive:
“Non è vero che oggi in Occidente comandano le donne, ma è vero che stanno male tutti: il maschio temuto come violento, la femmina spodestata dal ruolo tradizionale.”.
Nel sito UominiI3000, alla “carta dei principi” si possono leggere, tra gli altri, i seguenti punti da ribadire :

1.“l’esistenza di differenze naturali tra i generi;
_ 2.la radicale immoralità ma nel contempo la possibilità reale, da parte dei poteri sociali, di negare, disconoscere, comprimere e reprimere queste differenze e la loro manifestazione;
_ 3.la necessità della collaborazione ed in pari tempo l’inevitabilità del contrasto tra i generi; “

L’eco delle minacce al Papa durante la sua visita in Inghilterra che hanno portato all’arresto di sei musulmani, sono contenute in un’ intervista a Farooq Murad segretario del Muslim Council of Britain che alla domanda:”Come vedete i rapporti con i cattolici e i cristiani in genere?” risponde: “ Il cristianesimo è una delle grandi religioni della terra, con due miliardi di seguaci. Spesso i media pongono l’attenzione sulle nostre differenze ma sono molte di più le cose che ci uniscono, i valori che abbiamo in comune, come il desiderio di un futuro migliore per i nostri figli, l’importanza della famiglia, la sanità della vita umana.
_ Dobbiamo lavorare insieme per un mondo più unito.”. (La Repubblica, 18 sett.2010)

A parte il desiderio di tutti i viventi padri e madri per un futuro migliore per i figli, anche se atei, l’importanza della famiglia va letta nel senso del “rispetto della naturalità dei ruoli sessuali”: la donna relegata più o meno nella casa e l’uomo dedito al potere sul mondo e sulle cose.

In Italia la religiosità cattolica ha, più che altrove, una parte enorme di responsabilità nel mantenere i modelli tradizionali ispirando costantemente un ‘idea della famiglia eterosessuale con l’immagine della Madonna con il bambino divino dell’iconografia storica: oblativa e tenera, sempre pronta a rinunciare al “suo interesse” per il “bene”, appunto di figli e marito; anche dei vecchi genitori e dei vecchi suoceri.

Il lavoro, la carriera, in una parola la sua identità di persona con desideri autonomi di realizzzazione, alla famiglia devono essere subordinati. Un “aiuto” può venire dal quoziente familiare.