In qualità di attuale Presidente della Rosa Bianca, associazione di cultura e formazione politica, esistente ed operante in Italia dai primi anni 80, Grazia Villa ha diffuso un comunicato stampa in cui sprime “vivo stupore per la notizia del possibile utilizzo del nome ‘ROSA BIANCA’ per la costituzione di una nuova formazione politica di centro”, quella proposta in questi giorni anche nei salotti televisivi dagli onorevoli Tabacci e Baccini, ex Udc, e da Pezzotta segretario della Cisl.
La storia dell’associazione, sottolinea Grazia Villa – con una punta di ironia polemica? – è “ fatta di incontri, convegni, relazioni, azioni politiche e culturali che si sono stratificate nel corso degli anni ed hanno portato alla costruzione di una peculiare identità, determinata non solo dall’insieme delle persone iscritte o partecipanti, ma dal comune sentire che fin dall’inizio si è {{ispirato alla memoria ‘pericolosa’ della Weisse Rose}}. Il cristianesimo libero e fedele dei giovani antinazisti, la loro resistenza interiore trasformata in azione politica non violenta, il coraggio di seguire la propria libertà di coscienza, l’assunzione di responsabilità fino al martirio, sono stati e continuano ad essere gli ideali, unitamente al personalismo comunitario, su cui si fonda e continua a crescere la nostra attività”.

L’associazione italiana nasce infatti nel 1979 dalla proposta di un gruppo di giovani cattolici: “una scelta di Nuova Resistenza contro ogni totalitarismo e ogni conformismo, in memoria di quei ragazzi di Monaco di Baviera che nel 1943 – con questo stesso nome – si ribellarono al regime nazista”.

Due film, negli ultimi vent’anni, si sono ispirati all’esperienza di questo gruppo antinazista ed ora è in circolazione un libro su Willi Graf che, insieme ad Hans e Sophie Scholl, fu fra gli ispiratori dell’attività cospiratrice nell’Università di Monaco (tutti e tre ghigliottinati).

Il film di Marc Rothemund presentato al festival di Berlino 2006 “La Rosa bianca – Sophie Scholl” mette al centro {{l’unica ragazza del gruppo}}, la più giovane -21 anni in fiore-, e racconta i suoi ultimi giorni: l’organizzazione del volantinaggio nell’università di Monaco, l’arresto da parte della Gestapo, l’interrogatorio, il processo, la condanna a morte insieme al fratello Hans e all’amico Cristoph Probst (gli altri componenti del gruppo, Alexander Schmorell, Willy Graf, Heins Leipelt e il professor Kurt Huber, furono giustiziati nei mesi successivi).

Una scheda del film sul sito www.rosabianca.org {{ci dice di Sophie Scholl}}: “E’ la storia di una novella Antigone. Come allora anche qui è una ragazza a svelare la natura sacrificale del potere che si vuole assoluto e ad opporsi a esso nel nome della libertà (‘Freiheit’ ‘Libertà’ scrive Sophie sul retro dell’atto di imputazione poche ore prima di essere giustiziata). .. Nemmeno Sophie accetta di piegarsi alla logica di un potere, di un fuhrer che si rivela mostro affamato di sacrifici umani, che sparge distruzione e guerra. ‘Era nostra convinzione –scrive Sophie dopo Stalingrado– che la guerra per la Germania sia perduta e che ogni vita umana che viene offerta per questa guerra perduta sia sacrificata invano. In particolare le vittime richieste da Stalingrado ci hanno indotto a intraprendere qualcosa contro questo spargimento di sangue, a nostro parere insensato’.

{{Sophie rifiuta un potere}} che richiede come prova di fedeltà il tradimento del fratello, che vuole recidere ogni legame dell’individuo con un altro, perché vuole che l’individuo sia legato solo a sé. Ogni altro legame, in quanto legame, è sovversivo. E perciò va reciso, eliminato. ‘Anche se non capisco molto di politica, e non ho nemmeno l’ambizione di capirla, tuttavia possiedo un pochino il senso di cosa è giusto e di che cosa è ingiusto, perché questo non ha nulla a che fare con la politica e la nazionalità. E mi viene da piangere, per come sono crudeli gli uomini nella grande politica, come tradiscono i loro fratelli solo per averne un vantaggio’.

Quella di Sophie –come quella di Antigone– non è una semplice solidarietà familiare. Qui la fraternità abbraccia il proprio popolo, abbraccia tutti gli uomini. Il fratello è il volto dell’uomo concreto che la giustizia impone di non tradire. La giustizia esige il trattamento uguale di tutti gli uomini. Il potere assoluto distingue in modo totale e radicale i nemici dagli amici, per la vita e per la morte…” .

{{ Il sito www.rosabianca.org documenta}}, oltre che sui motivi ispiratori, anche {{sull’attività dell’associazione italiana}} e soprattutto sugli incontri estivi di formazione politica organizzati da oltre 27 anni, cui hanno partecipato centinaia di relatori/relatrici, tra i quali moltissimi politici e politiche dell’area di centro, da R.Prodi a W.Veltroni,da M.D’Alema a R.Bindi, da A. Finocchiaro a F.Adornato, da M.Martinazzoli ad A.Langer, da N.Andreatta a L.Orlando, da N.Dalla Chiesa a G.Tonini, da S.Ceccanti a F.Monaco, oltre che i maestri come Pietro Scoppola e Roberto Ruffilli o David Maria Turoldo.

Oggi, non si vuole passare alle vie legali, si confida piuttosto “che nelle scelte future si tenga conto della preesistenza della Rosa Bianca italiana e della possibile confusione che potrebbe ingenerarsi proprio oggi, quando viene auspicata da parte di tutti, anche dai promotori di questa nuova formazione politica, una maggiore trasparenza e ‘un fiore di speranza’ per la politica italiana”.