Secondo un rapporto di Amnesty International, reso noto lo scorso 6 gennaio, donne e ragazze che vivono nei campi improvvisati di Haiti sotto sottoposte ad un crescente rischio di stupri e violenze sessuali.Un anno dopo il terremoto che ha ucciso 230.000 persone e ha provocato il ferimento di altre 300.000, più di un milione di persone vivono ancora in condizioni spaventose in tendopoli nella capitale Port-au-Prince e nel sud di Haiti, dove le donne sono a serio rischio di aggressioni sessuali.
_ I responsabili di queste violenze sono prevalentemente uomini armati che vagano per i campi dopo il tramonto.

{{Più di 250 casi di stupro in diversi campi sono stati segnalati nei primi 150 giorni dopo il terremoto dello scorso gennaio}}, secondo i dati citati nella relazione di Amnesty International, [Scosse di assestamento: le donne parlano contro la violenza sessuale nei campi di Haiti->http://www.amnesty.org/en/library/asset/AMR36/001/2011/en/57237fad-f97b-45ce-8fdb-68cb457a304c/amr360012011en.pdf] (in inglese).

“Le donne, già stanno lottando per venire a patti con il dolore per la perdita dei loro cari, delle loro case e dei mezzi di sussistenza a causa del terremoto, non possono essere costrette ad affrontare anche il trauma supplementare di vivere sotto la costante minaccia di un attacco sessuale – ha dichiarato Gerardo Ducos, ricercatore di Amnesty International ad Haiti – per questo il nuovo governo deve dare assoluta priorità alla protezione delle donne e delle ragazze nei campi. Questo problema è invece stato finora largamente ignorato negli interventi per la crisi umanitaria in generale. ”

La violenza sessuale non è una novità ad Haiti, ma ha subito una forte impennata dopo il terremoto, otre 50 vittime di violenza sessuale hanno condiviso le loro esperienze con Amnesty International che le ha inserite nel rapporto.

Particolarmente pericolosi i bagni comuni, ma neanche le case improvvisate sembrano offrire un grande riparo.

Il rapporto di Amnesty International mette in luce come la mancanza di sicurezza e di sorveglianza da parte della polizia all’interno e intorno ai campi sia un fattore importante per l’aumento degli attacchi nell’ultimo anno.
_ Del resto la risposta degli agenti di polizia viene considerata inadeguata, ai limiti dell’indifferenza, dalle vittime degli stupri che pure hanno cercato di denunciare quanto era loro accaduto.

Amnesty International chiede al nuovo governo ad adottare con urgenza misure per porre fine alla violenza contro le donne come parte di un piano più ampio per affrontare lo sforzo umanitario e chiede il pieno coinvolgimento delle donne nei campi nello sviluppo di un progetto che coinvolge il futuro del paese.