Le autrici   Jill e Darcy  scrivono: Note di viaggio, Settembre 2016 I racconti che compongono Elementals nascono dalle domande che ci siamo poste qualche anno fa, in una torrida estate sulle coste di Pirae: come parlano gli alberi, le onde o le notti d’estate? Quante storie conosce il vento? E soprattutto, cosa si raccontano tra di loro? Consultando le sere stellate che brillano su ciò che resta della Pentapoli Aurunca, abbiamo provato a spiegare, a tradurre in parole, ad interpretare la voce silenziosa di quello che circonda le nostre città: il vento tra le foglie, l’infrangersi di un’onda sulla battigia, la spuma della risacca. Voci, e suoni, che nella lingua corrente non hanno definizione se non quella accademica. Sotto i nostri occhi questi elementi hanno assunto un aspetto quasi umano, concretizzandosi in personaggi intravisti in un ra g- gio di sole, nello spuntare di una stella, nello scoprire un nuovo sentiero su cui camminare. Vecchi guardiani al lato della via, compagni che ci scordiamo di salutare. Questo è il nostro diario di un viaggio, un viaggio che parte dal mare e attraversa i boschi e le montagne del nostro splendido paese, un viaggio che si conclude nel cuore del nostro spirito. Queste sono le storie, i momenti, le sensazioni che abbiamo raccolto lungo il cammino. Speriamo con tutto il cuore che siano di vostro gradimento, noi le raccontiamo così come sono state raccontate a noi. È la prima volta che vengono ascoltate dopo tanto tempo. Lasciatele risuonare.

Giulia ROSATI (in arte Morgan Darcy) e  Nicole MARINUCCI (in arte Jill Parker)  Nate e cresciute a Roma, Darcy e Parker cercano la loro ispirazione per racconti, libri, musica e disegni nel cuore della natura. Frequentano il primo livello della scuola di scrittura Omero per affinare il loro stile a quattro mani ed iniziano così il loro lungo viaggio nel mondo della scrittura.

 

Prefazione di  Gina Di Francesco al libro “Elementals” pubblicato da HERALD EDITORE,  per la collana “LE GINESTRE DONNE IN…EDITE”.

Leggendo “Elementals” mi sono avvicinata all’essenziale e, potrei dire, ai “fondamentali”.    I fondamentali sono prima di tutto il valore assoluto e inalienabile della natura che ci circonda, l’umanità che c’è in essa e il valore assoluto e non trattabile di tutti gli esseri che popolano la terra. Ma c’è molto di più nel testo; testo che mi è apparso subito un cammino verso l’armonia dell’universo e dell’animo umano; un sentiero dentro la natura che è la voce vera dell’umanità. Ho letto ogni parola usata nel libro ma ancora di più, mi sono sforzata di “ascoltare” empaticamente i suoni che sentivo arrivare dai tuoni, dalle tempeste, dai fulmini, dalle faggète, dal vento, ritrovando sogni, “spiriti e spiritelli” e spiritualità. Le scrittrici usano un lessico da cui traspare bellezza, cesellano le sillabe e le consonanti in unaa geometria fantasiosa, animalesca e animata.

Elementals  è  scritto sotto forma di racconti che oscillano sempre tra il fantastico e il reale. Certo sono note di viaggi veri fatti dalle autrici ma sono diari di vita, poemi onirici. Parole scritte a quattro mani, quattro occhi, ma una sola anima e un solo cuore pulsanti. Una pulsazione che esprime tutto intero il dolore o la gioia e il  loro vissuto. Le parole si snocciolano come da un albero, nelle viscere della nostra madre terra, alla ricerca di risposte, per capire fino in fondo quanto ci sia di “snaturato” nel mondo. Se possiamo ritrovare nei boschi e in tutti gli elementi naturali  diversi linguaggi, una comunicazione vera profonda non in superficie, pentagrammi nuovi da musicare e suonare nella vita quotidiana allora possiamo ritrovare una favolosa musica come aria nuova nella nostra esistenza. Nicole e Giulia vogliono scoprire come si parlano fra loro foglie, tronchi, pioggia, come danza la montagna; lo vogliono fare immergendosi in questi elementi perché sono consapevoli di come “si parlino o meglio “non si parlino” gli esseri umani. Loro tentano di dare voce ad esempio ad un’onda, alle valli, ad una pozzanghera in una grande foresta di emozioni. E allora la prosa nasce dalla pancia, dall’amore per tutte le terre incontrate, ove si manifesta  qua e  là la presenza dell’uomo, fattosi natura in modo quasi surreale e fiabesco. La natura viene scelta nelle loro storie come protagonista..” qui nulla è male” si legge in un passo mentre il male alberga tra la gente. Si avverte una sorta di monito per salvare la terra martoriata dalle mani dell’uomo e anche però,  si avverte quasi una sorta di rassegnazione sulla possibilità di salvezza dell’umanità, affidata al sogno e al fantastico forse.

Dal racconto “la ballata dell’onda”..”Un’onda immortale piange la scomparsa di un capitano umano che l’aveva amata non temuta “Disse di amarmi anche un istante prima di gettarsi; lo accompagnai anche nel suo ultimo viaggio e.. capii che il tempo degli uomini giunge sempre a un termine”. Parole poetiche sulla fine di un rapporto tra un’onda marina e un uomo fiducioso che si era sempre affidato a lei che lo cullava e con lei voleva finire i suoi giorni. Una danza  come quella del fulmine. Un uomo tutt’uno con la montagna che protegge “i piccoli umani puntini che lo guardano dal basso e lui ci protegge dai lupi e dalla neve”. Una presenza non immanente, un faro in un cielo immenso.”c’e un uomo sulla montagna perché lui non ha paura delle altezze è stato il suo cuore a portarlo in alto, non deve temere la caduta”.

Nel “Il sogno di un marinaio”…”quella distesa d’acqua era un oceano, la mia personale proiezione mentale di qualche antico ricordo di infanzia…per fornirmi uno scenario lontanamente familiare”. Una specie di fuga dal quotidiano o da logoranti conflitti che le ombre dell’animo fanno riaffiorare dall’infanzia. Un rifugio esclusivo in cui ci si incammina nei sentieri della mente, quando il mondo esteriore diventa insopportabile e si fa spazio quello interiore.

Ho scoperto in Elementals quell’ elemento di comunanza che dovrebbe essere parte integrante della vita di ognuno: l’integrazione vitale tra una terra che resta al di là di noi  e un noi inclusivo di un “io” che ritrova fortemente la sua vera natura. Le autrici non fanno nessuno sconto all’umanità che sembra volersi autodistruggere e sembrano  voler indicare , ad una lettura non attenta, in alcuni passi dei racconti una via di uscita solitaria e piena di sogni e buoni propositi; in realtà, non indicando nessuna via particolare ne indicano infinite.

Elementals è pieno di “contaminazioni espressive” come amano dire nel testo, impresse da luoghi, da incontri, da cose che parlano in un narrarsi sì fiabesco ma del tutto carico di umano. E’ la loro una scrittura quasi tramandata oralmente che imperiosa e piena di interrogativi si imprime sulla pagina bianca, in un bosco pieno di luce.

Lascio a voi la lettura di questa narrazione che ci ripropone in una chiave diversa la relazione tra un ordine naturale delle cose e del globo con la sua forza e fragilità e l’uomo e la donna con le loro forze e fragilità che devono ancora interamente incontrarsi.