La mancanza di lavoro oggi non interessa più soltanto gli immigrati ma si riversa su tutti.
_ È scabroso vedere per le strade artisti che cercano di vendere le loro opere d’arte per pochi euro. Lavorare equivale allo svolgimento di azioni per produrre beni o per la sfera privata o per la sfera sociale.
_ Dalla sua etimologia si può capire che lavorare, da {labor}, significa faticare. _ Spesso il lavoro è correlato alla collaborazione e all’elaborazione.

Già nel IV°-III°sec. A.c. con {{Senofonte}} vi fu la divisione del lavoro,intesa come caratteristica propria dei grandi centri urbani. Poi {{Aristotele}} divise, così come per le scienze ,lavori teoretici e lavori pratici, anche l’insegnamento subì la stessa partizione.

Nel 1602 {{T. Campanella}}, considerò il lavoro come un criterio di distinzione sociale.
_ Più tardi, nel 1776, A. {{Smith}} scrisse: “la causa principale del progresso nelle capacità produttive del lavoro,nonché della maggior parte dell’arte,destrezza e intelligenza con cui il lavoro viene svolto e diretto,sembra sia stata la divisione del lavoro”.
_ {{Hegel}} spiegò con la dialettica servo-padrone come i ruoli siano invertibili. Per {{K. Marx}},nel capitalismo il proletario si sentiva un oggetto,a causa della mercificazione del suo lavoro.
_ {{Dewey}} invece fece notare come in passato la superiorità del lavoro intellettuale su quello manuale diede avvio a fenomeni discriminatori, oggi la situazione si è capovolta e si è affermata la superiorità del lavoro pratico (basti pensare a quanti studenti preferiscono istituti tecnici professionali ai licei).

Il fenomeno ha suscitato l’attenzione non solo di filosofi ma anche della chiesa (basti pensare alle encicliche di Leone XIII e Giovanni Paolo II°).
_ Oggi l’offerta lavorativa è molto limitata al nord Italia e quasi assente al sud.

La stessa università sembra mostrarlo, vengono ridotti i corsi di laurea di lettere e filosofia e i fondi per la ricerca vanno quasi del tutto alle facoltà scientifiche, anche se poi, dopo la laurea, i giovani ricercatori sono ugualmente costretti ad emigrare verso “terre più feconde”.

E’ una “migrazione di cervelli” quasi come un tempo vi fu quella dei contadini ed operai. La stessa bipartizione della laurea in triennale e specialistica che senso ha se poi la scelta della specialistica è strettamente collegata a un certo tipo di laurea di primo livello?
_ Dov’è finita la libertà di scelta?

E che dire poi dei test d’ammissione che eliminano più della metà degli iscritti, non abbiamo tutti il diritto allo studio?
_ Da queste scelte frammentarie ne deriva una formazione frammentaria e un futuro incerto.

All’estero ci sono offerte di lavoratori specializzati in un settore, in Italia, e soprattutto nel sud, un uomo per lavorare deve essere formato o preparato in più settori e la paga è minima. La situazione siciliana in particolare sembra essere rimasta al latifondo e al feudalesimo.

I tempi si allungano e le possibilità di trovare un buon lavoro si riducono, così tutti quei ragazzi che vogliono crearsi un avvenire, devono pure fare i conti con chi li chiama “bamboccioni”.

{Bamboccioni a chi?} S’intitolava un programma presentato dal canale televisivo MTV, che raccontava storie di giovani che si dividono tra la carriera universitaria e il lavoro in nero e malpagato pur di non pesare sulla famiglia ma costretti a vivere con i genitori e ad essere pendolari,conducendo vite al limite del possibile.
_ Non c’è dunque da meravigliarsi se si cerca lavoro nel mondo dello spettacolo, è la società stessa che sbaglia proponendo reality come agenzie di collocamento. {{La mancanza di lavoro oggi non interessa più soltanto gli immigrati ma si riversa su tutti}}.
_ È scabroso vedere per le strade artisti che cercano di vendere le loro opere d’arte per pochi euro.

Le conseguenze della disoccupazione sono tante,forse troppe per elencarle tutte in questa sede,eccone alcune:

l’inevitabile {{dipendenza dai genitori}}
_ l’{{aumento di azioni illegali}}.
_ frammentazione della persona stessa e la perdita di se stessi, poiché si sa “una persona è quello che fa” e se non fa nulla qual è la sua identità?
_ diminuzione delle nascite, se la storia è fatta dai figli ed ora i figli vengono a mancare che futuro ci sarà?
_ A chi tramanderemo la nostra storia?
_ Assenza della libera scelta,si seguirà il percorso più breve o più facile o più economico e i nostri sogni resteranno relegati in un cassetto.

Questo è solo un piccolo quadro di ciò che stanno vivendo i giovani italiani. Restano soltanto poche imprese a conduzione familiare e i soliti raccomandati. Siamo sicuri che è questo il futuro che vogliamo? Siamo sicuri di non poter fare nulla a proposito?

{Immagine tratta dal sito http://www.storiaolivetti.it/}