A volte l’indignazione e la rabbia hanno bisogno di sfogarsi subito. Di fronte alla morte di 16 persone a Kabul (31 quando pubblichiamo questo pezzo Ndr), mi risulta incomprensibile la reazione della FNSI sia l’annullamento (chiamato rinvio) della manifestazione di sabato. Per me, e penso per tanti/e altri/e la manifestazione non voleva esprimere soltanto una protesta di fronte agli attacchi che alcuni organi di informazione subiscono in questo momento nel nostro paese, né si esauriva nella solidarietà verso chi è sotto attacco.Era, voleva essere, anche un modo per richiamare al senso di responsabilità una categoria, quella dei giornalisti e delle giornaliste, che spesso non soddisfa il mio diritto di cittadina ad un’informazione esaustiva e libera, perché non riesce ad esercitare la propria libertà, non solo per impedimenti esterni, ma anche per un atteggiamento diffuso di servilismo rispetto al
potere.

Penso a tutti gli articoli che ci hanno raccontato che eravamo, che siamo,
in Afganistan per una missione di pace, che ci hanno detto che adesso c’erano libere elezioni, a parte qualche sacca di resistenza talebana, e così via.

_ E le stesse cose si potrebbero dire per l’Irak e per altri scenari di guerra. E per tutte le situazioni di conflitto.
_ Per avere un’informazione esaustiva spesso non basta seguire quello che dicono mezzi di comunicazione che esprimono posizioni diverse. Spesso, in situazioni di conflitto, opera una sorta di conventio ad escludendum, sopravvissuta alla fine della guerra fredda, per cui tutti ignorano le ragioni di uno dei soggetti in campo, abbracciando in toto le ragioni dell’altro soggetto.

Ma torniamo all’Afganistan: a Kabul, ben prima di oggi, la libertà di informazione è morta, o forse non è mai nata. Le 31 vittime dell’attentato, 6 italiane, sono vittime anche di questa assenza di libertà di informazione, nel vuoto della quale trionfa la pura propaganda, quella dei fondamentalisti, e quella delle truppe di occupazione.
_ Questo si poteva dire andando in piazza, questo sarebbe stato un modo forte di manifestare rispetto e lutto per quei morti.

– [Leggi il comunicato con cui gli organizzatori annunciano la sospensione della manifestazione->http://www.fnsi.it/Esterne/Pag_vedinews.asp?AKey=10259]