opera di Virginia Ryan
Postignano

Nell’ambito della manifestazione culturale “Un Castello all’Orizzonte”, sabato 21 luglio 2018 a Castello di Postignano (PG), alle ore 18, si terrà l’inaugurazione della mostra di Virginia Ryan dal titolo “I Will Shield You”.    Le installazioni, inserite in un ambiente sonoro a cura di Tim Ryan e Carole Magnini, possono essere visitate presso l’appartamento Sabbioneta fino all’1 settembre 2018 nei seguenti orari: tutti i giorni, dalle 10 alle 22, con ingresso gratuito.

Virginia Ryan presenta nuove opere sviluppate nel 2017/2018 nell’ambito del “work-in-progress”: sono per la maggior parte sculture ‘ibride’ a forma di scudi.  Simbolicamente gli scudi hanno una funzione protettiva e difensiva. In questo caso, però, Ryan va oltre la questione privata investendo paure planetarie e concetti come identità, differenza, globalizzazione rivolgendosi all’immaginario personale e collettivo: argomenti di stretta attualità, che lo sguardo dell’artista sublima e rende universali grazie alla sua cultura cosmopolita e alla frequentazione con le culture non occidentali.

Come ha scritto Ursula Hawlitschka, curatrice e direttore della Galleria Montoro 12 , “..… il suo lavoro è molto influenzato dalla sua lunga permanenza in Africa. Infatti alcuni scudi mostrano le caratteristiche colorazioni africane, mentre altri sono più legati alla natura rurale europea e anche umbra. Gli scudi di metallo sono ricoperti da miriadi di oggetti, lana grezza, oggetti trovati, pagine di libri, scritti, fotografie e tessuti che alle volte li ricoprono come con una rete annodata.”  Memorie e visioni di cosmologie alternative concentrate in piccoli universi circolari. Un’opera corale, una visione unica e irripetibile.

Anche la storica e critica d’arte Barbara Martusciello, a proposito del lavoro di Virginia Ryan afferma: “Da sempre convinta del ruolo anche sociale che l’arte e l’artista possono assumere, fa una mostra piena in cui le singole opere acquisiscono senso e valore più netto e coinvolgente se intese nella più ampia forma di installazione con una riflessione anche antropologica. Così, apre bauli e innalza scudi metallici che ha lavorato ricoprendoli di pluriformi elementi: foto, monili, piccoli dipinti, pietre, pelli, frange, capelli sintetici, scarti, reperti recuperati in Africa…; lega tutto con un meticoloso, reticolare – e simbolico –  procedimento di annodature, merlettature, cuciture, trame e orditi coloratissimi: che ricordano i costumi tradizionali e l’artigianato di certe popolazioni specialmente asiatiche e africane. Queste superfici raccogliticce di plurilinguismi si ergono come una foresta tridimensionale e praticabile in cui ci si può muovere, passandoci intorno, inoltrandosi in un percorso a zig zag che permette di scoprire un davanti e un dietro ogni singolo totem con tantissimi particolari da scoprire via via. Negando la frontalità sembra quasi abbattere il rapporto di verticalità tra opera e pubblico prendendolo per mano accanto a sé e aprendo all’orizzontalità.  La meraviglia è assicurata, come la suggestione e quel tanto di sinestetico che attraverso la visione attiva un effetto di tattilità e talvolta musicalità.

Seducendoci, Virginia sembra suggerirci che siamo tutti figli della stessa Dea Madre e con le sue opere, che sono lontane, lontanissime da un’estetica predatoria e da qualsiasi sospetto postcolonialista, comunica con gioiosa voce argentina ciò che riguarda tutti noi dai secoli dei secoli”.

Virginia Rayan

Virginia Ryan è un’artista transnazionale, australiana di nascita e italiana d’adozione; ha vissuto numerosi anni in Egitto, Brasile, Gran Bretagna e Ex-Yugoslavia. Dal 2000 ha stabilito un atelier in Umbria e ad Accra (Ghana). E’ co-fondatrice della Foundation For Contemporary Art in Ghana. Dal 2009 fino al 2015 continua con un nuovo atelier in Costa D’Avorio, prima con uno studio ad Abidjan e a seguire nella città di Grand Bassam, vecchia capitale coloniale. Artista-viaggiatrice ed anche arte-terapeuta, nomade nella vita ma anche nelle discipline artistiche: con sperimentazioni fra la pittura, fotografia, scultura e installazione, a volte realizzando progetti in collaborazione con artisti, antropologi e musicisti per approfondire tematiche legate alla terra, all’identità individuale e collettiva, e alla memoria.

L’artista impronta da sempre il proprio lavoro su ciò che sotto la superficie “liquida” del sapere globalizzato ancora individua e nel contempo unisce culture e storie geograficamente lontane sul principio di profondi simboli ancestrali largamente condivisi.

Tim Ryan è stato supervising music editor di  film come  Lion, The Great Gatsby, Moulin Rouge, Lego, No Reservations, Hero, Disgrace. E’ direttore di Trackdown Studios a Sydney in Australia, è specializzato in registrazioni  orchestrali per film; ha ricevuto MPSE Golden Reel Award for Music Editing per The Great Gatsby e Moulin Rouge.   Carol Magnini, cantante e coreografa-danzatrice francese, vive e lavora fra Spoleto e La Francia.

“Un Castello all’Orizzonte” è con il patrocinio della Regione Umbria, della Provincia di Perugia e del Comune di Sellano.

 

Castello di Postignano, in Umbria, frazione del Comune di Sellano (PG), fu abbandonato negli anni ’60 ed è tornato a vivere grazie ad una attenta opera di restauro durata molti anni, a cura degli Architetti Gennaro Matacena e Matteo Scaramella.  Il borgo è stato inaugurato nel giugno 2011.   HA RETTO PERFETTAMENTE E SENZA ALCUN DANNO ALLE SCOSSE DEL TERREMOTO CHE SONO AVVENUTE DA AGOSTO AD OTTOBRE 2016, GRAZIE ALLA QUALITÀ ANTISISMICA DEL RESTAURO.  E’ interamente vincolato dal Ministero dei Beni Culturali;  nel 2014, nell’ambito del Premio ‘La Fabbrica nel Paesaggio’,  ha avuto l’attestato di merito dalle Federazioni italiane ed europee dei Club e Centri per l’UNESCO “come efficace interprete dei valori unescani per la salvaguardia e tutela del paesaggio e dell’ambiente ”;  nel 2016, è entrato a far parte de “I Borghi più belli d’Italia” attraverso Sellano, il suo Comune, di cui è una delle gemme più preziose;  il 6 novembre 2017, a Londra, presso il The May Fair Hotel, il Relais Castello di Postignano è stato premiato per la categoria “BEST SERVICED ACCOMMODATION” nell’ambito del prestigioso “Europe & Mediterranean Awards for Excellence 2018”, organizzato da Condé Nast Johansens.   “Castello di Postignano è l’archetipo dei borghi collinari italiani”, così è stato definito dall’architetto americano Norman F. Carver Jr, tanto da riprodurre le imponenti case-torri del borgo, aggettanti l’una sull’altra, nella copertina del suo libro fotografico “Italian Hilltowns” pubblicato nel 1979.

Il borgo offre un’esperienza di turismo e di vita sostenibili, fatti di sostanza e di emozioni: case perfettamente restaurate nel rispetto dell’impianto medievale delle architetture, ma caratterizzate da tutte le risorse di una vivibilità moderna – un relais villaggio albergo 4 stelle – un ristorante/trattoria dove, la cucina semplice, l’attenzione alle tradizioni e alla qualità delle materie prime sono la sua filosofia – una caffetteria con  terrazza panoramica – un wine bar “Vini e Oli dell’Umbria” – un centro servizi – l’antica Chiesa della SS. Annunziata, oggi luogo di eventi culturali, artistici e di intrattenimento; qui i restauri hanno svelato affreschi di antica bellezza, tra i quali una Crocifissione del XV secolo apparsa dietro una parete crollata – una biblioteca in collaborazione con l’Associazione INTRA Umbria dei libri salvati, dedicata a giardini, orti e parchi – alcune botteghe artigiane – un centro benessere, la piscina, l’area all’aperto “Il Giardino delle Rose”.  La principale originalità del borgo restaurato consiste nell’unire destinazione turistica e destinazione residenziale: oltre al Relais con le sue suite, comprende una trentina di case di residenza, alcune già vendute ed altre in vendita.

Per informazioni +39 0743 788911 – www.castellodipostignano.it   info@castellodipostignano.it   https://www.facebook.com/castellodipostignano