Con una lettera di richiesta di protezione per la giornalista messicana Anabel Hernandez da parte di don Luigi Ciotti, presidente dell’Associazione “Libera contro le mafie”, all’Ambasciatore del Messico in Italia. è partita una campagna di solidarietà, cui stanno aderendo altre associazioni impegnate nel campo dei diritti umani.Anabel Hernandez, giornalista messicana che gode fama di scrupolo e serietà nelle sue inchieste, alcuni giorni fa ha pubblicato una [lettera aperta ->http://isfreedom.eu/appelloanabel.htm] in cui denuncia di aver ricevuto informazioni confidenziali secondo le quali proprio dalla Segreteria Nazionale per la Sicurezza Pubblica è partito l’ordine di ucciderla fingendo a una rapina o un rapimento.

Nel suo ultimo libro “Los senores del narco” racconta i collegamenti tra i cartelli del narcotraffico e alcuni esponenti del governo, e [Tonino Bello responsabile del settore internazionale di Libera->http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3986] dice “lo fa con scrupolo e serietà dopo cinque anni di inchieste. Non era difficile sospettare che ricevesse minacce di morte. Chiediamo a tutti di scrivere all’ambasciata messicana a Roma per chiedere protezione e sicurezza per questa nostra amica. Cinicamente devo dire che a volte funziona”.

A chi ne fa richiesta (international@libera.it) verrà inviata una lettera-modello da inviare all’ambasciatore del messico in Italia.

All’iniziativa di Libera, ed in particolare alla[ lettera di don Ciotti->http://isfreedom.eu/appelloanabel.htm], ha aderito anche Spampinato, direttore dell’Osservatorio della Fnsi “Ossigeno per l’informazione” che è imepgnato a fianco di giornalisti/e minacciati dalle mafie. Nella sua lettera appello all’ambasciatore fa anche lui esplicito riferimento al fatto che la giornalista
“rischia di essere assassinata per le coraggiose inchieste sui cartelli dei narcos e sulla corruzione nel suo paese”.

Ribadendo la necessità di un inervento del governo messicano, ricorda la grave situazione messicana rispetto ai narcotrafficanti e le conseguenze drammatiche su chi fa incormazione come nel caso di Anabel hernandez.
“Il Messico attraversa una situazione grave che allarma l’intera comunità internazionale, a causa dello scontro fra narcotrafficanti, fra essi e la polizia regolare, e anche a causa di attività poco trasparenti di settori dell’apparato pubblico. …
In pochi anni, il clima di violenza ha prodotto in Messico decine di migliaia di morti.{{ Negli ultimi cinque anni sono stati assassinati 65 giornalisti ed almeno altrettanti sono spariti nel nulla.}} Sono cifre agghiaccianti. E la strage ancora non si arresta. Nel 2010, secondo il contatore dell’International Press Institute di Vienna, sono stati uccisi in tutto il mondo 66 giornalisti ed il Messico guida la classifica con 12 giornalisti assassinati: l’ultimo della lista è Carlos Alberto Guajardo, ucciso il 5 novembre scorso.”

{immagine da articolo21.info}