A seguito della recente pubblicazione su “il paese delle donne on line” di [I cattolici conservatori contro la cultura di genere e il sindaco Marino ->http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article12840] abbiamo ricevuto dal Movimento Militia Christi la lettera “Teoria del gender” che pubblichiamo in base all’articolo 8 della legge sulla stampa che stabilisce il diritto di replica*. Di seguito inoltre pubblichiamo il comunicato “La scuola fa differenza” delle associazioni Scosse ed Archivia organizzatrici del corso di aggiornamento per insegnanti di scuole materne e asili nido all’origine della polemica sviluppatasi su alcuni quotidiani romani e non solo.-{{Teoria del gender}}
_ {da} {{info@militiachristi.it }} {a } articoli@womenews.net (24 marzo 2013)

In una lettera parzialmente pubblicata dal Manifesto, lo staff “culturale” de “Il paese delle donne” cerca di contestare la lettera di allarme da noi indirizzata alle Scuole comunali dell’Infanzia di Roma contro l’introduzione nelle stesse della teoria Gender, provando a negare che in questo abuso sia compresa anche l’educazione sessuale per i bimbi.
_ Ora, premesso – con trauma per chi ci vorrebbe ottusi sessuofobi – che comunque il dato pi grave da noi combattuto proprio l’indottrinamento omosessualista di questo “progetto”, con cui si vorrebbe negare l’unicità ontologica della famiglia naturale (infatti ancor più deleterio pervertire in fase educativa la retta cognizione del vero modello di realizzazione affettiva umana – marito-moglie, padre-madre -) rimangono {{i fatti}}.
_ Dunque, secondo le nostre detrattrici, noi saremmo “menti evidentemente tanto circonvolute e distorte da partorire ipotesi non prevedibili”.
_ A parte lo stile – per cui le “circonvolute e distorte” risultano essere proprio “Lorsignore” – {{evidentemente il fatto}} che il progetto comporti anche educazione sessuale per bimbi, {{non è solo }} prevedibile, {{ma estremamente prossimo }} se ieri decine di genitori, in rappresentanza di altre centinaia, hanno presenziato – anche con sacrificio personale – la Commissione Scuola di Roma Capitale, proprio per fronteggiare tale minaccia.
_ E che sia ben pi di “un’ipotesi prevedibile” – essendo un elemento costitutivo della teoria Gender – lo {{ha ampiamente ammesso anche e proprio una imbarazzatissima assesora alla scuola}} – on. {{Cattoi}} – nella medesima Commissione di ieri.
_ La quale Cattoi, ricordiamo, promotrice istituzionale del corso scolastico in questione, ma – alla luce dell'{{evidenza}}, delle molte mail e lamentele fatte pervenire da genitori e famiglie nonché di {{fatti}} documentati- ha riconosciuto la{{ necessità }} di scongiurare questa “ipotesi”, condividendo che {{oggettivamente}} l’educazione sessuale risulta {{facoltà intrinseca }} di tale “progetto”.
_ D’altro canto, nella lettera contro di noi, le “associazioni” che si auto definiscono “riconducibili al femminismo” sostengono la finalità di “lasciare i bambini e le bambine liberi/e di crescere affermando ed estendendo la propria identità (anche di genere sessuale) al di fuori di ogni stereotipo”.
_ Vi sembra un’affermazione che escluda l’educazione sessuale dei bimbi, prevista come propria dalla teoria Gender??
_ Un’ultima considerazione: pur di contrastare lo stile di vita cattolico – palesemente identificato nella lettera come il principale nemico – non si teme- mentre si procede all’abbattimento ideologico della complementarità fondata sulle differenze naturali uomo – donna, padre- madre – di esaltare l’affermazione della propria identità, quindi specificità, sessuale.
_ Ideologia Gender? Più che una teoria… {{fanta-scienza}}

-{{La scuola fa differenza}}
_{ comunicato a firma di }
{{S.CO.S.S.E. Associazione di promozione sociale; }} e
_ {{ARCHIVIA – archivi, biblioteche e centri documentazione delle donne}} (Roma, 25 marzo 2014)

Siamo le organizzatrici del corso di formazione per insegnanti negli asili nido e nelle scuole d’infanzia “La scuola fa differenza”, che ha la finalità di “promuovere una educazione attenta a non perpetrare stereotipi di genere e razziali, valorizzando le differenze nei contesti scolastici ed educativi”.

A fronte di {{articoli usciti su alcuni organi di stampa}} (Il Tempo Mobile, 24/02/2014, {Scontro <> tra Marino e Vicariato”}; Il Giornale d’Italia, 05/03/2014, {Armi d’istruzione di massa: evviva i gay}; Tempi.it, 12/02/2014,{ Roma. Ideologia gender nelle scuole. Vicariato ‘i genitori protestino come in Francia}; Avvenire, 12/03/2014, {Gender, a Roma maestre “rieducate”}), ai quali chiediamo il diritto di replica in ottemperanza dell’art. 8 della legge sulla stampa 47/1948, {{facciamo presente}} che:

{{1.}} L’Italia è uno stato laico, plurale e democratico e il Comune di Roma (Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici di Roma Capitale) ha autorizzato il nostro corso su gara 2013, in applicazione delle proprie direttive: “Promuovere progetti formativi speciali, volti ad introdurre sperimentazioni su approcci pedagogici innovativi che stimolino nuovi modi di fare educazione”.
(si vedano i Programmi della scuola materna e degli asili nido, DM 3 giugno1991 e il Regolamento della scuola d’infanzia del Comune di Roma. Deliberazione del Consiglio Comunale n.261 del 16-17 dicembre 1996)

{{2.}} Il corso di formazione si rivolge solo alle /agli insegnanti e in nessun corso di formazione si prevede il coinvolgimento decisionale, il controllo e la partecipazione dei genitori.

{{3.}} Siamo stupefatte dalla quantità d’interpretazioni che distorcono totalmente il progetto e le sue finalità: “costruzione dell’identità di genere; sviluppo della libera espressione della personalità nel rispetto degli altri/e e delle differenze individuali; parità donna-uomo; pluralità dei modelli familiari e dei ruoli sessuali; contrasto al sessismo della lingua e nella cultura italiana; lotta all’omofobia, al bullismo e a ogni forma di violenza sulle donne”.( Linee guida espresse e ribadite dal Consiglio d’ Europa e dalla Unione Europe

-*{{L’art. 8 della legge sulla stampa 47/1948}}
_ “Il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell’agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale”.