Anno di svolta, il 2012 per Altradimora: ci eravamo promesse, dopo il 2011
sfiancante per l’organizzazione del decennale di Punto G, di trascorrere un
2012 di tutto riposo, quando invece questo bisestile si è rivelato l’anno
del raddoppio.Non solo il seminario tradizionale (ormai dal 2009) a settembre, ma anche
quello di giugno, dedicato all’economia ([Prendi i soldi e scappa: denaro,
potere, dono, gratuità->http://www.womenews.net/spip3/ecrire/?exec=articles&id_article=10418]) con conseguente numero di Marea dedicato.
Due appuntamenti, per di più ravvicinati nel tempo: quindi organizzazione,
messa a punto del programma, anteprime in radiodelledonne.org e successive
programmazioni audio/video/foto degli interventi di facilitazione, carrelli
pieni di spesa al super, preparazione di letti, pulizia, cibo e
accoglienza, tutto raddoppiato, altro che riposo.
E anche doppia soddisfazione, comunque.

Un bilancio, dunque, (tema del numero di Marea di marzo) molto positivo,
anche perché {{le presenze continuano a lievitare e le facce a cambiare}},{{ le
generazioni a mescolarsi,}} il dibattito (e il conflitto costruttivo)
crescono.

Entrando nel quinto anno da quando Altradimora e l’idea di Officina dei
saperi femministi sono germogliate penso che il problema non ancora risolto
sia quello, annoso e condiviso dalla maggior parte dei luoghi di donne,
della {{povertà delle risorse economiche,}} a fronte, al contrario, della
{{ricchezza delle idee e dei progetti }} che abbiamo.

Il tentativo di partecipare a bandi regionali o nazionali per accedere a
finanziamenti è fin qui stato fallimentare, in parte perché i bandi sono
complessi e i titoli richiesti sono un vero percorso di guerra, perché il
tempo da dedicare alle questioni tecnico burocratiche è enorme, perché
siamo poche a potercisi dedicare e in molte ad essere povere e quindi
diventano farraginose le ricerche di partenariato: molte relazioni sia
personali che politiche tra gruppi e singole si infrangono, in tempi di
penuria, quando si tratta di dividersi la scarsa economia disponibile, e
questo è uno dei punti (dolorosi e sui quali la reticenza è altissima) sul
tema del denaro che ancora non siamo riuscite a dipanare.

Resta il fatto che questa struttura è {{una scommessa sul futuro in tempi
presenti di buio e di povertà}}: quello che accade ogni volta che ci
incontriamo, mi pare, è il segno che l’offerta di luoghi non rituali e
preconfezionati di scambio ed elaborazione, unitamente poi al fatto di
tesaurizzare ciò che accade lì e renderlo disponibile con la rivista e la
radio, è ancora un bisogno reale di molte, e una opportunità anche per
donne di età diverse che non hanno alle spalle una formazione femminista o
politica di lunga data.

Senza voler essere un luogo decisionale né una sede dove esiste una linea
dettata da questo o da quel gruppo Altradimora e la sua Officina stanno
diventando, si è detto più volte ai seminari in questi anni,{{ un
appuntamento e un luogo che scandisce tappe}} e segna, individualmente e
collettivamente, l’esperienza politica femminista di tutte coloro che ci si
avvicinano.
Non è poco, continuiamo a tenerci strette.

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