La lettera che l’Assemblea delle donne dell’Udi di Modena, riunita a convegno il 14 gennaio, ha inviato a Marcella Nordi assessora alle Pari opportunità del Comune di Modena, a Marcella Valentini assessora alle PO della Provincia di Modena, e per conoscenza a Giorgio Pighi sindaco del comune di Modena e a Emilio Sabatini presidente della Provincia di Modena.

Gentilissime/i
_ noi donne dell’ UDI di Modena abbiamo sempre svolto un ruolo attivo in tutti i luoghi e tavoli della partecipazione, sia del Comune che della Provincia di Modena
_ Abbiamo creduto al percorso del Bilancio Partecipativo, ai Piani di Zona, al Piano Salute Donna e, successivamente, al Piano per la Salute e il Benessere Sociale.
_ In vari tavoli abbiamo avanzato le nostre proposte, a volte apprezzate, a volte ignorate, però sempre evidenziate nei materiali cartacei e on-line del Comune di Modena.

La vita delle donne, se deve comprendere lo studio e la formazione, il lavoro produttivo, quello riproduttivo e del “prendersi cura”, ha bisogno di un welfare complessivo capace di rispondere alle esigenze dei nuovi nati (asili nido), degli anziani, di chi ha bisogno di particolari assistenze o sostegni per problemi di salute e di autonomia.

Se in questa città e in questa provincia il welfare e la presenza delle donne nel lavoro sono quantitativamente e qualitativamente più elevati che in altre realtà, è perché portano il segno delle innumerevoli lotte delle donne e dell’UDI in particolare, che questi temi ha tenuto in primo piano.

Infatti nidi, scuole per l’infanzia, tempo pieno, consultori si sono aperti nella nostra città e nella nostra Provincia, prima delle leggi nazionali. Questa straordinaria esperienza ha fatto crescere tutte e tutti insieme (donne e uomini – operatrici e operatori insieme alle direzioni delle strutture sanitarie, sociali e scolastiche – donne e uomini delle istituzioni – donne e uomini dei sindacati), rendendo certamente più elevata la qualità di vita, più solidale la nostra società e più ampio lo sviluppo economico.

Diciamo quindi con forza, come ormai stanno dicendo in tanti, che se le donne non continuano a segnare di sé le politiche economiche, sociali, sanitarie e culturali, non si potrà uscire dalla crisi. Occorre modificare il modo di crescere e di consumare mettendo al primo posto ambiente, ecologia, innovazione, agricoltura, welfare e relazioni tra generi, generazioni e culture.

Per ritornare a mettere insieme competenze, bisogni, voglia di fare, costruendo coesione sociale, occorre determinare una trasversalità dei soggetti e luoghi di confronto delle/dei nate/i qui e nate/i altrove.

Le elaborazioni e le proposte delle donne sono molteplici, complessive e meritano di essere ascoltate, confrontate e prese sul serio, prima di tutto da chi ha la responsabilità delle politiche di pari opportunità.

Proprio da parte di questi assessorati occorre favorire, costruire reti e relazioni con le associazioni femminili e promuovere incontri su aspetti specifici di competenza dei diversi assessorati o su questioni che coinvolgono le categorie economiche, il mondo del lavoro, della cultura, della scuola e dell’università.

Così come non deve più accadere che le iniziative intorno all’8 Marzo o al 25 Novembre siano programmate senza il coinvolgimento delle associazioni delle donne che costantemente vi lavorano e si impegnano.

Il confronto fra le istituzioni e i diversi soggetti che si occupano della condizione della donna, deve cambiare, diventando più concreto e più continuo, se si vuole davvero garantire la piena affermazione delle pari opportunità fra donne e uomini nella società modenese. Altrimenti manteniamo una separatezza fra i due generi e gli strumenti di rappresentanza continueranno ad essere prioritariamente maschili e quindi portatori di visioni, bisogni ed esigenze parziali.

Facciamo un primo elenco di questioni sulle quali vorremmo già iniziare a discutere con voi. L’obiettivo è costruire un’AGENDA che veda le istituzioni e le associazioni delle donne impegnate in un rapporto ampio con tutti i soggetti della comunità modenese, migliorando e rendendo più efficace e utile la relazione delle associazioni femminili con la città.

-8 marzo e cittadinanza delle donne.
_ L’8 marzo troverà quest’anno le associazioni femminili impegnate tutte insieme ad animare p.zza Mazzini , su donne nel mondo – donne a Modena, e a ricordare alla città che non c’è vera democrazia se non vi è una piena cittadinanza delle donne, un’adeguata rappresentanza del genere femminile ovunque si decide (50E50). Anche le istituzioni dovrebbero ricordare che il programma di iniziative attorno all’8 marzo, dovrebbe coinvolgere le associazioni femminili, come avviene in altre città.

-Contrasto alla violenza contro le donne.
_ Non solo in occasione del 25 novembre, ma tutto l’anno le associazioni femminili di questa città si impegnano nel contrasto della violenza contro le donne, sia con azioni di assistenza diretta che di prevenzione. Per questo pensiamo che la rete provinciale contro la violenza alle donne debba comprendere tutte le associazioni femminili e non solamente alcune. Anche per questa giornata, come per l’8 marzo, il programma della città dovrebbe vedere coinvolte le associazioni femminili.

-Pubblicità lesiva della dignità femminile
_ Dopo le delibere con le quali Provincia e Comune hanno preso l’impegno di non concedere spazi a pubblicità lesive della dignità femminile, tali impegni vanno concretizzati visto che spesso sul nostro territorio trovano ancora spazio le pubblicità offensive. Serve un progetto organico che veda la sinergia fra le istituzioni della nostra città e quante/i nel sociale, a partire dall’UDi, possono monitorare, individuare e contrastare il fenomeno.

-Nascere e far nascere
_ Le Istituzioni non possono continuare ad ignorare (anche perchè più volte sollecitate da noi) che da più di 10 anni davanti al Policlinico di Modena un gruppo di fondamentalisti religiosi è lasciato libero di manifestare senza permesso contro le IVG e di importunare le donne che si recano all’ospedale per effettuarla. Su questo l’UDI in particolare ha portato avanti e continua a farlo, una battaglia di civiltà e di laicità, contribuendo anche, in tanti anni di lotte, a costruire iniziative e azioni attorno ai temi della maternità e della salute della donna, a promuovere una vera cultura dei sostegni alla maternità e dunque anche di prevenzione dell’aborto. Crediamo che le donne, nel momento in cui aspettano un bambino, abbiano bisogno di assistenza e scelta informata. Questo si traduce anche nell’ avere un luogo, gestito ed organizzato in modo diverso da un comune reparto ospedaliero, dove partorire. La nostra richiesta di una casa di maternità (vedi piani per la salute ed il benessere) , va proprio in questo senso.

-Pensiero femminile, cultura di genere e Festival della Filosofia
_ Pensiamo che questo importante evento, che riceve finanziamenti pubblici e privati, che coinvolge ogni anno la città e la Provincia, non possa rimanere fuori da un confronto con il pensiero delle donne. La scarsissima presenza di filosofe in tutte le edizioni del Festival, ci fa chiedere che si apra un serio dialogo fra le associazioni delle donne, in particolare il Centro Documentazione Donna, e le/gli organizzatrici/ori del Festival. In ogni caso Comune e Provincia, e gli Assessorati competenti, non possono disinteressarsi di questo problema, che è problema culturale e civile della massima importanza.

-Nuova Casa delle Donne
_ Perché in questa città non è possibile tenere alla pari le questioni poste dalle donne? Il Progetto culturale e di ristrutturazione della Nuova Casa delle Donne, sostenuto finora dalla Fondazione Cassa di Risparmio, l’abbiamo costruito insieme e proposto in più occasioni alla città come Comune, Provincia, Fondazione e Comitato verso la Nuova Casa delle Donne.
_ Con il Progetto Culturale di ben 3 anni le Associazioni delle Donne hanno realizzato esperienze comuni che hanno portato ad un arricchimento nel modo di lavorare, di confrontarsi, di conoscersi e ri-conoscersi nelle differenze, come nel modo di proporsi alla comunità modenese.
_ E ora? Ci lasciamo sopraffare dalla crisi o, come vi abbiamo chiesto, ci si incontra e, insieme, definiamo come tenere unito il progetto culturale con la realizzazione della Casa, pur con tempi diversi?
Per mesi e mesi abbiamo assistito ad un dibattito esagerato su una piscina. Vogliamo intercalare la discussione?

Proviamo ad incontrarci al più presto e rafforziamo un rapporto tra Istituzioni e Associazioni delle Donne su questioni di impegno comune.
Vogliamo scuotere la politica di questa città e determinare finalmente un prendersi cura complessivo della comunità, della quale le donne sono parte fondamentale.

Siamo certe di trovare una vostra disponibilità, vi auguriamo buon anno e restiamo in attesa di trovarci con tutte ad un incontro di lavoro comune.

{{ L’assemblea dell’UDI di Modena}}

v. [sul futuro dell’Udi molte porte aperte->http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article9816]