Le donne egiziane hanno svolto un ruolo fondamentale nella “Rivoluzione del 25 gennaio” che ha portato alla caduta del governi repressivo di Hosni Mubarak l’11 febbraio 2011. Eppure le speranze inebrianti di quei giorni in un Egitto rispettoso dei diritti delle donne non sono state rispettate.Le donne sono ancora in gran parte escluse dal processo di costruzione del futuro dell’Egitto.

È fondamentale, invece, che le esperienze, i bisogni e la visione delle donne siano parte integrante del processo di cambiamento.

Sebbene la Costituzione egiziana garantisca da tempo la parità di diritti tra donne e uomini – tanto che nel 1956 fu considerata tra le più avanzate della regione poiché garantiva alle donne il diritto di votare e di candidarsi alle elezioni – le donne oggi sono ancora inadeguatamente rappresentate.

La loro partecipazione al processo politico è stata ostacolata non solo da una diffusa mancanza di consapevolezza politica e da un livello di analfabetismo ancora relativamente alto, ma anche vessazione nei confronti delle donne.
Infatti, le donne che hanno concorso alle elezioni parlamentari del 2010 hanno dichiarato di aver subito attacchi, molestie e intimidazioni – tra cui campagne diffamatorie.
_ Nessuna donna è mai stata nominata governatrice e nessuna è stata inclusa nella commissione per la modifica costituzionale istituita a marzo 2011 ne ricopre incarichi di alto rango o con poteri decisionali.

Stessa discriminazione colpisce le donne nel settore giudiziario e, ad oggi, solo 30 donne sono state nominate giudici. Inoltre, nel paese è molto diffusa la violenza di genere.

I governi, e tra questi anche l’Egitto, sono obbligati dal diritto internazionale ad adottare tutte le misure necessarie per eliminare la discriminazione contro le donne nella vita politica e pubblica.
_ L’Egitto deve garantire che le donne possano partecipare pienamente ai processi decisionali alla stessa stregua degli uomini.

– [Firma l’appello->http://www.amnesty.it/flex/FixedPages/IT/appelliForm.php/L/IT/ca/225]