Speriamo che ora i giornalisti, le giornaliste, brav* a seguire la corrente lo facciano anche in questa occasione!E’ vero che siamo in un momento di grave tensione, in stato di apnea politica e attendiamo con ansia di capire quali saranno le nostre condizioni di vita per il futuro prossimo ma nel frattempo non possiamo smettere di interessarci alle politiche che noi, malgrado tutto, malgrado gli alti e bassi, da decenni portiamo avanti, sempre ottimiste e convinte che anche la nostra voce entrerà prima o poi nel coro (speriamo un coro non più stonato) e potremo dare un apporto in linea con quella aspirazione all’equità che, se non erro, il neo presidente del consiglio ha invocato ripetutamente dall’inizio del suo mandato. E questo ci fa ben sperare per quanto ci aspettiamo che si faccia innanzi tutto in materia di riforma elettorale – per non parlare di tutto il resto.

Ciò premesso vorrei esprimere, spero a nome di tutte, la {{soddisfazione}} che mi ha colpita quando ho letto le parole del presidente della Repubblica che, sciogliendo definitivamente la riserva sul modo di riferirsi alle tre donne del governo guidato da Mario Monti: {{Paola Severino, Anna Maria Cancellieri, ed Elsa Fornero}} ha puntualizzato:{{ le si chiami ministre e non ministri.}} Ciò è quanto riportato da un’agenzia di stampa e trasmesso da RAI/Dire (24.11.2011-13:34).

Non siamo in grado di dire se l’iniziativa sia partita dal presidente stesso o se lo abbiano suggerito le neo elette. Questa seconda ipotesi mi piacerebbe ancora di più perché se fosse partita da loro, donne altamente qualificate, ciò dimostrerebbe che la resistenza al cambiamento è legata al grado di identità e di autorevolezza che ciascuna di noi porta dentro di sé.

Comunque siano andate le cose per noi si tratta di un {{successo, ottenuto dopo decenni di lavoro e di piccole e grandi battaglie }} e spero che questo spiraglio socchiuso spalanchi ora le porte ad una modifica di tutte le definizioni dei ruoli femminili. Che quanto prima avremo il piacere di imbatterci in donne che si definiranno senza imbarazzo amministratrici delegate, segretaria generale (coraggio Camusso!) e via dicendo.

Sappiamo che non sono queste le massime vittorie ma chi ancora non si rende conto del significato politico e simbolico di questa {{“messa a punto” linguistica}} venuta da persona così autorevole e attenta alle trasformazioni della nostra società vuol dire semplicemente che era distratto da molto tempo.

Speriamo che ora anche i giornalisti, le giornaliste, brav* a seguire la corrente lo facciano anche in questa occasione!

v. anche [“La morfologia violentata”->http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article9542]