Il nostro senso civico, il bisogno di bella politica, soprattutto passando davanti a Palazzo Grazioli ha bisogno di riscatto. Il senso di disgusto, nausea e di rabbia si fa sempre più forte. Impellente si sente la necessità che le cose cambino… il livello di marciume è tale che anche la più piccola vitalità della nostra coscienza civile può morire per mancanza di ossigeno. Queste erano le considerazioni che facevo mentre mi recavo, dopo aver votato i referendum per modificare la legge elettorale, alla biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte del Collegio Romano.

Nella Sala della Crociera [piazza del Collegio romano, 27] da giugno, durerà {{fino al 17 ottobre}}, è stata allestita una piccola, ma significativa, mostra sul l{{avoro delle donne negli ultimi 150 anni.}} Sono esposti, libri e riviste, stampe, manifesti e molte immagini, valorizzate anche da una proiezione a ciclo continuo, che raffigurano le molteplici attività di genere: balie, contadine, portatrici d’acqua, lavandaie, dattilografe, stiliste, insegnanti… ma anche la produzione creativa – ancora poco valorizzata- delle artiste.

Mi sono recata al Collegio Romano non solo per vedere la mostra ma anche per seguire la presentazione del libro“{Nel segno}” raccolta di disegni e poesie di {{Rosanna Marcodoppido}}. A presentarlo {{Francesca Bernardini}}, professore ordinario di letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’Università La sapienza di Roma. Le sue parole hanno confermato, valorizzandola, la creatività di Marcodoppido.

L’artista ha ricordato come negli anni Novanta abbia lavorato ad un percorso capace di {{far incontrare il linguaggio dei segni con quello della parola poetica}}. Attraverso questi due linguaggi ha voluto esplorare nessi e valenze capaci di rivelare risonanze ma anche divergenze.
Durante l’incontro sono state lette alcune sue poesie.

{All’improvviso/ tutto quello che per anni/ è venuto a ingombrare l’anima/ fuoriesce e si precisa.}

{Non posso dire/ di portarmelo dietro:/ io sono il mio corpo./ Un pensiero raccolto/ è miriadi di cellule./ Ma se provo a dirlo sul prato/ mi si tinge di verde/ l’emozione e il sangue.}

{
Quadrare il cerchio/ arrotondare il quadro/ l’impossibile osando all’infinito.}

Marcodoppido non è solo un artista, questa sua creatività la porta anche nel proprio i{{mpegno politico}}.
A questo proposito mi sembra interessante rinviare nuovamente alla sua relazione su “ {[Un nuovo modo di abitare il mondo, una nuova civiltà delle relazioni->http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article9086]}” relativa al seminario che si è tenuto ultimamente alla Casa Internazionale delle Donne sempre nell’ambito del progetto su {L’Unità delle donne Centocinquanta anni di lavoro femminile in Italia}.
Sta anche lavorando, assieme a molte altre donne dell’UDI al prossimo Congresso che si terrà a Bologna il 21-22-23 ottobre