Sono passati solo pochi giorni da quando denunciavamo un attacco “soft”, partito a livello locale, quasi in sordina, ai consultori, sia in termini numerici che di funzioni che si vogliono ridisegnare, sia l’attacco all’autodeterminazione delle donne e, attraverso questo, un attacco insieme pratico ed ideologico al ruolo delle donne, alle concezioni oscurantiste, da moderno medioevo delle donne che vengono profuse a piene mani.

Contemporaneamente sottolineavamo, [nel nostro intervento->http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article8166], la necessità e l’urgenza che i collettivi, le donne impegnate nella lotta contro gli attacchi oscurantisti e reazionari dei consultori, della salute stessa delle donne, considerata meno di niente, {{l’urgente necessità di coordinarsi}} per dare forza e visibilità a quello che ben presto sarebbe diventato un attacco a livello nazionale, coordinarsi per rispondere agli attacchi ideologi e pratici che a 360° vengono portati avanti contro le donne.

Ne dà riprova {{il convegno organizzato dalla Confederazione italiana consultori di ispirazione cristiana}} che si è tenuto ieri a Milano riportato da Avvenire che nell’incipit dell’articolo recita “Avvenire è famiglia” a significare il contenuto e gli obiettivi del convegno stesso e il ruolo, i fini dei cattolici integralisti in questo paese. E, ancora, “Dopo le regioni, strategia nazionale” riferito alla proposta di legge sui consultori:”Presidi multidisciplinari per la tutela e la promozione della famiglia”, quindi un ruolo {{dalla culla alla tomba }} di baluardo rispetto alla “disgregazione della famiglia; ma, a ben guardare, riscopriamo{{ l’intreccio con il crescente peso e “apertura” ad “associazioni” integraliste all’interno delle strutture pubbliche e i consultori di ispirazione cattolica accreditati}}, infatti, viene posto come il “secondo obiettivo della legge è quello di valorizzare le associazioni che promuovono la famiglia, con particolare attenzione al bene primario della stabilità della famiglia”

Esplicitamente viene citata l’esperienza della Regione Lombardia e il fondo Nasko, come “particolarmente positiva che fa proprio della collaborazione tra i consultori e i Cav uno dei suoi punti caratterizzanti. “La politica di difesa della maternità è una politica di bene comune – ha concluso Boscagli – su cui dovrebbero convergere tutte le forze politiche e sociali”

Quindi {{le donne eterni minorenni e “bene comune” da tutelare}}, alla faccia della libertà di scelta, di diritto all’esistenza stessa come persone!

D’altro lato non dubitiamo affatto che “tutte le forze politiche e sociali” corrano a concorrere a questa proposta visto l’attivismo dal cosidetto centrosinistra con l’istituzione del ministero per la famiglia al cosidetto centrodestra che, in diverse regioni, si è posto “all’avanguardia” nella promozione dell’ attacco all’autodeterminazione delle donne.

Se non ora quando? La lotta aperta, di massa delle donne contro gli attacchi che vogliono riportare indietro la ruota della storia?

Milano, 1.4.11

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