Sto leggendo mail su mail, alcune anche di risposta alle mie perplessità di qualche giorno fa. Stando al vortice delle comunicazioni in rete, l’iniziativa “Se non ora, quando?” (bella la risposta “tutti i 365 giorni dell’anno”!) ha davvero fatto centro…
Sarà il senso di onnipotenza che si sprigiona dal tam tam stupendo del web, che ti dà l’illusione di arrivare a tutti e a tutte… e ti stimola a riflettere sulle tue riflessioni. [[Le ragioni di un dissenso->http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article7767]]

Il 13 febbraio è già un grande evento mediatico – a prescindere da quello che sarà il numero delle manifestanti – per l’intrecciarsi dei tanti distinguo che hanno fatto seguito alla divulgazione dell’appello dimostrando prima di tutto che{{ non tutte le donne si lasciano condurre per mano}} da chi pensa anche a sinistra di poterlo fare in nome di messaggi che si suppongono radicati nell’immaginario femminile.

I distinguo si intrecciano, si confondono, si richiamano a identità storiche, al patrimonio delle lotte delle donne, alla maggiore precarietà del lavoro femminile , alle minacce di deviazione dei Consultori, alla miseria dei salari confrontati con gli incassi delle ragazze di Arcore, alla bassa presenza di donne nelle istituzioni, a tante autonome rivisitazioni del concetto di “dignità”; e poi la rabbia, tanta. Insomma, di tutto.

Alla fine ne esce {{una sorta di grandioso 8 marzo anticipato,}} in cui tutte le istanze delle donne saranno rappresentate nelle tante città.
L’obiettivo non è Berlusconi- ha affermato pubblicamente qualche gruppo- ma la dignità delle donne, poiché anche dopo Berlusconi resta il berlusconismo e soprattutto il maschismo ( vedi recente sentenza del TAR della Lombardia sul numero illegalmente basso di donne nel Consiglio Regionale).

Siccome, per me, in questo momento l’obiettivo doveva essere {{la caduta del Capo di un governo }} che ha fatto scempio delle istituzioni, avrei preferito una grande mobilitazione di donne e uomini puntata su questo obiettivo, oggi forse praticabile in presenza di un’eccezionale mobilitazione popolare (mentre per tutte le altre istanze si presuppongono tempi,congiunture, responsabilità anche diverse). Ero (sono?) tentata di non aderire e di non partecipare.

Ma se si tratta di un 8 marzo, {{come non essere in qualche angolo della piazza, a contribuire col mio corpo a riempirla? }}
Anche coloro che hanno condiviso le mie riflessioni di qualche giorno fa, immancabilmente hanno concluso
{{“però una piazza vuota sarebbe una tragedia “}}