Alcuni appelli, prese di posizione che si pongono come alternativi all’appello
“Se non ora quando?”, spostano il problema su un altro terreno, quello della
libertà sessuale, della prostituzione, quando la questione è Berlusconi, la
sua cacciata, la lotta contro questo sistema fascista, sessista, razzista.Questo lo fa anche il principale appello che sta circolando nella lista
“sommosse”, intitolato[ “Indecorose e libere->http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article7748]”,
D’altra parte sulla questione degli scandali sessuali e prostituzione, si
portano avanti posizioni ambigue; facendo di tutt’erba un fascio, non
facendo
una denuncia di classe anche in questo campo. Si contrappone una “sessualità
libera e consapevole” alla mercificazione e al moralismo; si mette sullo
stesso
piano la ”sessualità” delle escort della corte di Berlusconi con
l’oppressione
sessuale della maggioranza delle donne. Certo, tutto è frutto di questo
sistema
sociale di sfruttamento e oppressione e le donne ne sono colpite comunque al
doppio, sia come “angelo del focolare” sia come “donne oggetto”. Ma tra le
donne c’è chi, e sono la maggioranza, vuole rovesciare questo sistema
sociale,
e chi, invece, lo vuole per sè, ne fa parte integrante o ci vuole entrare a
goderne tutti i benefici, soldi e potere. Questo fa eccome la differenza!

Le donne in carriera o aspiranti carrieriste che si fanno ora ministre, ora
sante, ora escort offendono le donne; quando riescono a entrare nel sistema
si
fanno propagandiste di stupidi e velenosi modelli, si fanno sostenitrici di
un
sistema che noi vogliamo combattere e distruggere.
Non ci interessano le Ruby di turno, {{noi siamo con le tante donne immigrate
o
povere }} che invece vengono perseguitate dal potere, da governo, dallo Stato
con
campagne reazionarie, sessiste e razziste – ultima la scandalosa sentenza
contro Joy che ha mandato assolto l’Ispettore di polizia stupratore.

{{Le donne non sono uguali}}: sono borghesi, medio/piccolo borghesi e
proletarie;
sono di destra, di centro, di sinistra; il sesso senza la classe ci frega.
Che
dovremmo dire delle Marcegaglie, delle Gelmini?
{{Di quale “autodeterminazione” si parla?}} Essa non può essere una coperta che
copre tutto, nascondendo le differenze di classe.
L’appello “Indecorose e libere” in questo senso non si pone affatto come
alternativo alla mobilitazione intorno all’appello “Se non ora quando?”.

Siamo
passate dalla giustissima cacciata delle donne parlamentari, governative del
24
novembre 2007 a non dire una parola sull’appello contro il fatto che il 13
scendono in piazza in nome della dignità delle donne chi nel parlamento,
nelle
istituzioni, nei vertici sindacali, è compartecipe del peggioramento
quotidiano
alle condizioni delle donne e quindi alla nostra dignità.
Si fa appello a scendere in piazza non per scatenare la ribellione delle
donne
contro il moderno medioevo di Berlusconi e del suo sistema, ma per
“costruire
un nuovo immaginario che affermi di nuovo la vera libertà delle donne”
(conclusione del volantino). Cioè si propaganda il fumo, all’arrosto, ci
penseremo…

Proprio per queste ragioni riteniamo che l’unico movimento necessario alle
donne è un movimento che chiamiamo {{femminista proletario rivoluzionario}}, che
intrecci le ragioni di classe a quelle di sesso, che unisca la maggioranza
delle donne nella lotta oggi, per la cacciata di Berlusconi, contro il
fascismo
padronale, contro lo Stato di polizia e violentatore, ma che abbia come fine
la
rivoluzione, perchè solo la rivoluzione e una rivoluzione nella rivoluzione
portata avanti dalle donne, è in grado di cambiare tutto questo, compreso
gli
uomini e le donne che la fanno.

Se vogliamo – ed è necessario – costruire {{un altro movimento delle donne,}}
prendiamo nelle nostre mani tutte insieme{{ lo “sciopero delle donne”}}.
Anche in questo vi è, e con questo pratichiamo, l’autodeterminazione del
movimento femminista dalle mobilitazioni estemporanee (che per chi le
promuove
hanno come quadro solo le elezioni).

{{Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario}}
mfpr@libero.it