Alla vigilia della riunione del Consiglio comunale di Roma sulla violenza contro le donne, le Commissioni delle elette del Comune e della Provincia di Roma hanno presentato le proposte di delibera di “costituzione di parte civile nei procedimenti giiudiziari relativi a violenza sulle donne”.Le associazioni e i movimenti delle donne di Roma si sono date appuntamento in Campidoglio, oggi 29 gennaio, in occasione della riunione del Consiglio comunale che sarà interamente dedicata al problema della violenza contro le donne. Nella riunione, la Commissione delle elette (Monica Cirinnà, Maria Gemma Azuni, Lavinia Mennuni) e la consigliera aggiunta aggiunta Tetyana Kuzyk proporranno delibere, ordini del giorno e mozioni che si vogliono porre in sintonia o, almeno, in sinergia, con quanto fuori dall’aula esprimerà il sit-in delle donne della città.

Questa ripresa di collegamento fra elette e donne della città e della provincia è stata esplicitamente sottolineata nella conferenza stampa che si è svolta ieri 28 gennaio presso la sede della Commissione delle elette. Tema principale, la presentazione delle proposte di iniziativa consiliare delle Commissioni delle elette del Comune e della Provincia di Roma sulla {{“costituzione di parte civile nei procedimenti giudiziari relativi a violenza sulle donne”}} rispettivamente del Comune e della Provincia di Roma che – come hanno sottolineato le presidenti delle Commissioni, {{Monica Cirinnà}} per il Comune e {{Roberta Agostini}} per la Provincia – sono parte di {{un lavoro in sinergia dentro e fuori l’Ente locale.}}

Alle spalle di questa iniziativa comune – come espressamente citato nelle proposte – c’è tutto {{il patrimonio culturale messo in campo dal movimento delle donne}} a livello nazionale ed internazionale e – scendendo nello specifico territoriale – delle associazioni di donne che da più di dieci anni hanno lavorato con gli Enti locali nella costruzione e gestione dei Centri antiviolenza e di quelle che fanno riferimento alla Casa internazionale delle donne.

Le due proposte, non a caso, prevedono che i due Consigli (del comune e della Provincia) deliberino di dare mandato alle rispettive Giunte e agli Uffici delle due amministrazioni di valutare la costituzione di parte civile nei singoli provvedimenti giiudiziari “con la rappresentanza e difesa” dell’Avvocatura comunale/provinciale e/o con Istituzioni e associazioni già operanti in materia nell’ambito comunale/provinciale.

Sul piano giuridico, il punto di riferimento delle due proposte è la sentenza n. 38835 del 19.6/15.10.2008 della Corte di Cassazione che ha legittimato gli Enti a costituirsi parte civile nei procedimenti giudiziari relativi a violenza sulle donne nel territorio di competenza dell’ente. Secondo la sentenza – hanno sottolineato nella presentazione delle proposte – “esiste un diritto soggettivo proprio dell’Ente a chiedere il risarcimento dei danni morali e materiali ogni qualvolta siano violati i principi e i valori che concorrono a definire l’identità istituzionale dell’Ente stesso, individuati dallo Statuto ed attuati dalla struttura organizzativa esistente sul territorio. Tra questi principi, ci sono le norme che tutelano le libertà di determinazione della donna”.

Nella riunione del Consiglio comunale è prevista anche la presentazione di ordini del giorno che impegnano sindaco ed assessori competenti a {{promuovere ed attivare servizi sul territorio}}. Fra gli altri: la riattivazione ed il potenziamento del servizio H24 Donne per le vittime di violenza che si rivolgono a un pronto soccorso o a un nucleo territoriale delle forze dell’ordine mettendo a disposizione delle persone interessate un’equipe di professionisti e un servizio di prima accoglienza coinvolgendo strutture ed associazioni competenti; un’azione presso il presidente della Regione Lazio per incrementare il numero dei consultori familiari individuando le zone della città carenti di tali servizi. Per tutte le azioni reguardanti i servizi si è auspicata da più parti la mappatura delle zone a rischio nella città e nella provincia.

Ma l’impegno – come d’altra parte auspicato da chi è intervenuta alla presentazione delle proposte – è finalizzato anche ad iniziative destinate a sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno della violenza e degli stereotipi di genere. “Le istituzioni devono dare un messaggio forte e chiaro, diventare punto di riferimento” – ha detto {{Monica Cirinnà}} – e questo “al più presto”.

Va detto che le Consigliere del comune sono state – uniche e sole – a votare contro la recente delibera sull’armamento della Polizia municipale.

Alla presentazione delle proposte di delibera, erano presenti – oltre a {{Soloidea, Telefono rosa, Differenza donna e Casa internazionale delle donne}} – anche {{ActionA}} che ha ricordato l’esperienza dell’occupazione e gestione della “casa delle donne del X municipio”. Monica Cirinnà ha auspicato che ogni Municipio possa avere una “casa delle donne”.

A ricordare la complessità dell’intervento sul territorio, oltre agli interventi delle associazioni delle donne presenti, ha contribuito in particolare l’intervento della consigliera aggiunta, l’ucraina {{Tetyana Kuzyk}} (riportiamo in altro pezzo la sua[ mozione->http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article3355]) con il suo interrogativo: “Ogni mattina, uscendo, guardo le finestre delle case e mi chiedo: come stanno le donne dietro quelle finestre”. Come stanno le “badanti”, tanto per usare questo brutto termine?