L’assemblea delle donne dei consultori ASL RMH si sta mobilitando in questi giorni per rispondere alla minaccia di sfratto del consultorio di Pavona-Albano, località dei castelli romani. Pubblichiamo il resoconto della giornata di mobilitazione contro la chiusura del consultorio di Pavona-Albano, località dei Castelli romani Lo stabile appartiene al dott. Camerucci, con il quale la direzione della ASL non è riuscita a trovare un accordo. La data prevista per lo sfratto era quella del 9 maggio (ma, come si vedrà, dovrebbe essere rimandata). “Se il consultorio chiuderà operatrici e utenti saranno spostate momentaneamente ad Ariccia, come successo in passato, in attesa di nuovi locali che non si sa quando e se verranno trovati”, si legge nel volantino prodotto dall’assemblea delle donne.

Sono anni che cercano di togliere di mezzo il consultorio a Pavona e che l’assemblea delle donne si batte perché ciò non accada.
_ Dobbiamo chiederci {{perché un servizio di prevenzione gratuito}} come il consultorio {{deve essere sempre a rischio trasferimento o chiusura}}: forse perché non produttivo economicamente o non utile alla carriera per i dirigenti? O perché sostiene le libere scelte femminili nella sessualità, dalla pillola del giorno dopo all’interruzione di gravidanza, per esempio?

“Il consultorio a Pavona c’è e vogliamo non sia toccato! Muoviamoci in massa per risolvere una volta per tutte il problema!” dicono le donne.

Lunedì 2 aprile le donne dell’assemblea si sono date appuntamentop davanti alla sede della ASL RMH per incontrare la dirigenza.

{{{Resoconto di una giornata di protesta}}}

Sembra impossibile, ma stanno sfrattando il consultorio di Pavona, comune di Albano.
_ Il proprietario dei locali, certo dott. Camerucci, farmacista in Pavona, ha mandato l’ufficiale giudiziario. La ASL RMH non paga l’affitto (si dice 3.000 euro, o di più…) da un anno. Lo {{sfratto è per il 9 maggio}}, ore 8, via Bologna, Pavona.

La storia però è molto più lunga, lo testimoniano i nostri volantini. {{È dal 1997}} che, in un modo o nell’altro, si cerca di eliminare dal territorio di Pavona (quasi 10 mila residenti) la sede consultoriale. Ogni volta però l’assemblea delle donne dei consultori ASL RMH, con la partecipazione di tantissime utenti e le operatrici, ha impedito che questo si realizzasse.

Anche stavolta, la risposta delle donne alla provocazione della dirigenza sanitaria è stata immediata:il consultorio di Pavona non si sfratta!
A questo grido {{più di 40 donne, molte incinte}}, il 29 marzo scorso si sono riunite in assemblea al consultorio di Pavona decidendo si andare tutte dal direttore generale della ASL RMH dott. Mingiacchi. Stamattina, le stesse donne, con amiche e bambini al seguito, sono arrivate davanti la sede della ASL in Albano Laziale, con volantini, striscione e manifesti. Poi siamo salite ai piani alti degli uffici della dirigenza e, senza attendere l’invito ad accomodarci….siamo entrate tutte insieme nell’ufficio del manager!
Davanti a noi il direttore generale, il direttore sanitario dott. Cicogna (quello che si nega sempre quando chiediamo un appuntamento!), un segretario (?) e varie segretarie allibite.

{{La riposta è stata che non hanno soldi}}, che aspettano dei pagamenti, che chiederanno un rinvio per lo sfratto, che solamente un locale messo a disposizione dal comune potrebbe risolvere la situazione….
{{L’assemblea non è stata soddisfatta}} delle risposte e si è trasferita in massa al comune, dove ha placcato il sindaco di Forza Italia dott. Marco Mattei che ha dovuto ricevere nell’aula consiliare quella numerosissima delegazione…. cioè tutte le donne presenti!

{{È stato chiesto di utilizzare per il consultorio un grande spazio pubblico a Pavona}}, villa Contarini, ristrutturata e inutilizzata da anni, oppure alcuni locali al pianterreno di edifici pubblici in zona popolare. È stato {{minacciato un presidio antisfratto di donne e utenti}} davanti e dentro il consultorio per la data dello sgombero, con quanto di disagio e di problemi per l’ordine pubblico che una manifestazione di questo tipo comporta.

È chiaro però che {{la responsabilità di tutta la vicenda cade sulla ASL}} e sull’{{amministrazione comunale}}, che da anni hanno ignorato un servizio di prevenzione, gratuito, come il consultorio, rincorso soltanto gli interessi economici, sottostimato colpevolmente le necessità dell’utenza e della cittadinanza.

{{Il sindaco}}, alla fine, ci ha detto che {{chiederà un rinvio dello sfratto}}. E nel frattempo si è decisa la data per un {{prossimo incontro}} congiunto tra direttore generale, sindaco, dott. Camerucci e assemblea delle donne dei consultori per il {{12 aprile ore 10}} presso il comune di Albano.

In quella data dobbiamo essere ancora tante e non lasciare l’eventuale “merito” della risoluzione del problema a manager incapaci, farmacisti trafficoni oppure a sindaci populisti e fascistoidi.